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Acqua in bottiglia: troppa plastica, troppe spese, troppo faticosa da trasportare. Ecco la soluzione

Small Girl in the kitchen with her mother drinking water

L’acqua è un bene prezioso: sfruttiamola al meglio e diamo una mano all’ambiente. Con un dispositivo rivoluzionario e… qualche buona abitudine

Ogni minuto, nel mondo, viene venduto all’incirca 1.000.000 (sì, proprio un milione) di bottiglie di plastica. E noi italiani, purtroppo, a questa cifra concorriamo ben più di quanto dovremmo. Siamo i primi consumatori in Europa e i terzi nel mondo di acqua in bottiglie di plastica. Che solo in parte viene correttamente smaltita e riciclata. E che per lo più, alla fine, finisce in mare: danneggiando l’ambiente e l’ecosistema marino.

La soluzione

Se anche tu sei tra quelli che ancora comprano acqua in bottiglia, a casa, in ufficio o al ristorante, sappi che è facile cambiare ancora un po’ le tue abitudini, aiutando l’ambiente, guadagnando in salute e… praticità, che non guasta mai. La soluzione, manco a dirlo, è usare al meglio, e di più, l’acqua che già oggi arriva in casa tua. Che però ha un problema: è tra le più controllate, forse, ma di certo non è la più pura, salutare e nutriente.

Plastic-Free, ma in salute

Per il nostro organismo l’acqua riveste un ruolo essenziale, basti pensare che il 70-80% del nostro corpo è fatto proprio, esclusivamente, di questo: acqua. Un’acqua di qualità aiuta a idratare e depurare l’organismo nutrendolo e riequilibrandolo. È allora importante, imprescindibile prima di passare a un consumo costante, “pulire” l’acqua che arriva nelle nostre case se vogliamo berla come fosse – letteralmente – acqua fresca e limpida di sorgente. Come? Con un depuratore. Già, ma quale?

Depuratore: quale scegliere

Ce ne sono tanti, alcuni simili, altri che funzionano attraverso procedimenti completamente differenti dai primi. Noi, però, tra tutti ne abbiamo scelto uno: innovativo, capace di soddisfare tutti, anche i più esigenti quando si parla di salute e attenzione all’ambiente. Un depuratore – uno dei pochi, pochissimi – che non ha neppure bisogno di energia elettrica per funzionare. Si chiama Ecowater, commercializzato da un’azienda 100% italiana, dal nome Italian Production, fondatrice del brand EcoVita, nato peraltro durante il lockdown, che fin da subito ha deciso di legare il proprio nome a dispositivi a uso domestico e business “votati da un lato all’eco-logia e dall’altro al ben-essere comune”.

Come funziona

Ecowater utilizza un sistema a magnete contrapposto per disgregare le molecole di calcare (calcio e magnesio aggregati) trasformandole in aragonite, rivitalizzando l’acqua grazie al suo vortice elicoidale di schauberger in argento puro mille che aiuta a debellare la carica batterica, per poi attraversare da un filtro naturale a base di carboni attivi e sali argentizzati eliminando completamente e in tutta sicurezza la carica batterica ed eliminando tutte le tracce di cloro presenti nell’acqua sotto forma gassosa, infine elimina le scorie e i residui di metalli pesanti che potrebbero essere presenti nell’acqua a causa delle rete di distribuzione (tubazioni) degli acquedotti. L’acqua filtrata da Ecowater è una delle più pure e più adatte a tutte le tipologie di persone.

I vantaggi

Manco a dirlo, i vantaggi per chi sceglie di acquistare un prodotto del genere sono tantissimi. Salute e rispetto dell’ambiente, in primis. Ma anche un risparmio, notevole, sull’acquisto settimanale di acqua, se si pensa a quanto poco costi quella del rubinetto rispetto a quella, in bottiglia, venduta in alimentari e supermarket. E ancora: pensa a quanto possa essere più pratico, e comodo, non dover più, caricare e scaricare dall’auto, trascinare per metri di strada e file di scale quelle pesanti, scomode, ingombranti confezioni di acqua… Tra l’altro, a patto di sceglie un depuratore come Ecowater, capace di funzionare senza corrente elettrica e semplicissimo da montare, non c’è neppure bisogno di affidarsi a un tecnico per l’installazione e per l’eventuale, successiva manutenzione, che si può svolgere in completa autonomia.

Un dovere di tutti: plastic-free

Il minimo sforzo da parte di tutti può fare tanto, a livello globale. E se è vero che “per avere bisogna dare”, forse è il caso che tutti cominciamo dalle piccole cose, dai piccoli gesti, dalle piccole abitudini. Che per il singolo possono anche incidere poco, ma che per la collettività, le presenti e future generazioni, vogliono dire tanto. La vita, del resto, è fatta così. No?

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