Il Barone pedalante: Lorenzo in Siberia in bicicletta

26 Marzo 2021

L’avventura del 22enne umbro seguita su Facebook da 600mila sostenitori. Le foto

di Marcello Guerrieri

SANGEMINI (Terni) – Chissà che cosa hanno pensato gli abitanti del villaggio di Morkoka, sull’omonimo fiume, in piena Siberia.

L’arrivo in bicicletta, una mountain bike di Lorenzo Barone, tutto pieno di neve può essere scambiato per un alieno: tutti i quarantasei abitanti del villaggio si sono schierati a fargli da onda prima che scendesse e trovasse un riparo per la notte. Ma lui, Lorenzo non se ne dà per inteso: il suo obiettivo è arrivare il più a nord possibile, a sfiorare il Mar Artico, per una sua sfida personale, per provare a sé, soprattutto, come si riesce a vivere in ambienti estremi. Lorenzo, 22 anni, viene dall’Umbria, da Sangemini, per la precisione, e si appella grandemente ai social media, al punto che è possibile vedere, giorno per giorno, ora per ora, la sua progressione all’interno della taiga siberiana. «Sono dovuto stare fermo in un paesino per una quindicina di giorni in quanto mi si era gonfiato un ginocchio: mi hanno consigliato di metterci il ghiaccio – ha raccontato in diretta su facebook –. Sono ripartito ma con una certa ansia in quanto devo anticipare quanto più possibile il disgelo: ci sono fiumi da attraversare ma senza ponti». La temperatura si è un po’ alzata, ha detto, ed ora è arrivata a meno venticinque gradi, come dire che ancora manterrà la coltre di ghiaccio che è essenziale per andare in bici. Il suo problema ormai è la fanghiglia che si genererà con il termometro sopra lo zero.

La sua avventura è iniziata l’8 febbraio da Pokosk, una cittadina sul fiume Lena, uno dei giganti dell’Artico: ha tre compagne, la tenda, la bici modificata con delle pellicce nel manubrio e la telecamera, che incredibilmente funziona anche a meno cinquanta, temperatura che ha affrontato. Lui è già un anno che ha viaggia per la taiga siberiana ed ha pure impattato con il coronavirus al punto che è dovuto stare, vicino al Lago Baikal, nel punto più freddo del globo, pure in quarantena. La sua impresa è seguita da almeno seicentomila internettiani, che lo guardano, lo incitano e lo sostengono anche materialmente con una modestissima raccolta fondi: li tiene tutti incollati al video per vedere quanta strada potrà percorrere ogni giorno, perché ogni giorno per Lorenzo Barone è un’avventura vera.

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