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Donne e cambiamento per Asl e Ospedali umbri (da Ianni a Carsili) e c’è anche un Messi per Perugia. Da Noto a Mazzoleni e Palomeni: ecco la sfida per il dg della sanità

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il puzzle si completa subito dopo Pasqua. Ma il quadro ormai è chiaro, con un po’ di suspense ancora per il sostituto di Dario, da oggi in pensione

di Marco Brunacci

PERUGIA – Nuove nomine sanitarie all’insegna del cambiamento ma privilegiando i rapporti col territorio. C’è anche un Messi ma del quale va tenuto segreto il nome finche’ non avrà risolto il suo precedente contratto
(qestione di ore).

Allora: alla Asl1 conferme scontate (D’Angelo-Maccioni). Si cambia alla Asl2: arriva da Perugia Simona Bianchi come direttore sanitario, mentre un ternano che sa tutto del territorio sale al soglio di direttore amministrativo: Piero Carsili. La Bianchi dovrà far dimenticare le critiche che ha avuto nel suo passaggio all’ospedale di Perugia. Dicono sia in grado (anche perché alla Asl non dovrà combattere con i medici universitari con i quali – diciamo così – non ha legato).
Ospedale di Terni: qui i cambiamenti sono radicali anche se l’attenzione alla storia personale premia il territorio. Entra una coppia di donne di valore (Alessandra Ascani e Anna Rita Ianni) con grande esperienza fatta sul campo.
Ma i fuochi d’artificio sono attesi all’ospedale di Perugia. Ancora qualche ora per l’annuncio, serve un minimo di riservatezza. Alla direzione amministrativa attesa una persona con le seguenti caratteristiche: perugino doc, che torna in Umbria dopo molto peregrinare per l’Italia, con una esperienza consolidata che ne deve fare una garanzia.
E ora il nostro Messi: lo hanno pescato in giro per l’Italia, vanta un curriculum da Barcellona Football club e servirà a coprire le spalle a Giannico, uomo di numeri e bilanci, meno avvezzo alla lotta nella trincea delle corsie. Che invece è la specialità del Messi in arrivo.
Infine due parole sul direttore generale della sanita che prenderà il posto di Dario, da oggi in pensione.
Gli 8 big rimasti in gara, per dirla come a Sanremo, hanno già cantato. Successi di critica e di pubblico per Mazzoleni dei Laghi lombardo, Polimeni dal Friuli con furore (con Fedriga nel cuore) e Noto dal nobile passato ministeriale. Più un outsider. Si decide subito dopo Pasqua.

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