Da Giannico a Noto a Macchitella, 30 domande presentate e 8 big: tutti i rumors sulla corsa a supermanager della sanità

26 Marzo 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’Umbria è tornata attrattiva, un gran parterre. La Rosignoli ha deciso di non presentarsi. Prima del dg verranno scelti (con cambiamenti di rilievo) i direttori amministrativi e sanitari di Asl e aziende ospedale

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sono 30 le domande, la prima scrematura sarebbe già fatta: 8 vengono considerati big, per dirla come fossimo a Sanremo. Tutta gente da ranking nazionale di serie A. Sarà scelto chi – oltre ai titoli – darà garanzie di potersi muovere fin da subito sulle questioni umbre.

La corsa verso la direzione generale della sanità (posto lasciato libero da Claudio Dario, appena andato in pensione) sta per avere un vincitore. La presidente della giunta regionale Tesei e l’assessore Coletto procedono spediti e d’amore e d’accordo – assicurano dal Palazzo – ma volete che non servirà una bella cabina di regia con i partiti della coalizione prima di scegliere (se no chi lo sente Zaffini e tutto Fdi)? Quindi, tranquilli, qualche altro giorno servirà. Però pochi.
Per altro, ci sono in ballo anche direzioni amministrative e sanitarie nelle aziende umbre (adesso che si sa per certo che Terni resterà sia Asl che ospedale) e anche qui i tam tam rullano e dicono che prima del direttore generale saranno scelti i nuovi cavalieri di Asl e aziende ospedale.
Con cambiamenti importanti e nomi nuovi. Se uno, orecchio a terra, si ostina ad ascoltare per capire da dove arrivano le novità, non ottiene grandi risultati: solo un gran ripetere che verranno premiati uomini e donne che conoscono territori e aziende.
Tanto per registrare tutte le voci che fanno chiasso in giro, c’è chi non esclude che un giovanotto come Giannico, per dire, uomo di conti e di bilanci, più che di trincea in corsia, vada annoverato tra quelli che possono ambire a fare il salto sulla poltrona numero uno dell’Umbria sanitaria. Giannico non è il solo ad aver fatto domanda tra gli attuali leader sanitari di aziende e Asl, questo rende ancora più avvincente la corsa.
Il ruolo di supermanager comunque, che come tutti i ruoli da dirigente sanitario, è con stipendio decurtato dalla spending review della Tesei: -20%. Il posto resta però molto ambito a sentire qualche nome che circola, che arriva da esperienze top dal nord del Paese, come pure dal centro che dal sud.
Non c’è – ma era evidente dopo tanti scontri – il curriculum della Rosignoli tra quelli da valutare. La manager umbra, attualmente in forza in una struttura lombarda, aveva tanti pregi e un passato sul campo di primo livello. Ma anche troppe luci della ribalta addosso. E magari le ha nuociuto anche qualche abbraccio politico di troppo. Fatto sta che ha preferito, nonostante i meriti, di non presentarsi.
Oltre il tamburo che rulla per Giannico, ci sono anche quelli che parlano di Panella e Macchitella – a proposito di grandi rientri – ma alla fine tanto rumore e dicono niente. La presenza tra i candidati di un super big come Noto (già in passato dato in arrivo da queste parti) infiamma la fantasia di diversi. Ma al momento non ci sarebbe altro al di là della candidatura.
Per altri illustri passati (Manzi o Fausto Bartolini) non c’è stato sbocco.
In conclusione: il nuovo dg della sanità sarà comunque un tecnico di peso, ma pur sempre un tecnico che dovrà impostare la svolta del nuovo piano sanitario regionale, quello del post Covid, nel quale dovranno essere risistemati i conti oltre che rilanciata la medicina del territorio e stabilizzata la presenza sui punti cardinali ospedalieri dell’Umbria. Le scelte di fondo però saranno in capo alla Tesei, che ha mostrato negli ultimi giorni quanto voglia interessarsi di sanità, e all’assessore Coletto, pronto – dicono – con rinnovato spirito ad affrontare tutti i nodi del nuovo piano. Ah, dimenticavamo, c’è poi anche la cabina di regia della coalizione.

#sanità #umbria #direttore #nomi #marcobrunacci #polepolitik