Covid, l’Umbria cerca la svolta, col miglior Rt (sotto 0,80) d’Italia. D’Angelo: «Novemila vaccinazioni al giorno». E a Perugia arriva mr Sputnik

28 Marzo 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Archiviate polemiche e incomprensioni tra Regioni e Governo in arrivo entro il 3 aprile tre milioni di dosi (1 di Pfizer, 1 di Moderna e 1 di Astrazeneca). Scendono in campo per la categoria 79-70 i medici di famiglia

di Marco Brunacci

PERUGIA – «Camminando d’ora in poi su due gambe, i medici di medicina generale insieme alla struttura già in campo, l’Umbria può arrivare di qui a poco a 9mila somministrazioni al giorno», il commissario al Covid per l’Umbria, Massimo D’Angelo è convinto che siamo di fronte a una vera svolta, dopo polemichette e invece grosse difficoltà dovute al mancato arrivo di una quantità sufficiente di dosi.

Come sottolineato ieri – speriamo una volta per tutte – dal presidente che rappresenta tutte le Regioni italiane, Bonaccini, ci sono stati ritardi nelle Regioni rispetto ai cittadini over 80, ma non era certo possibile mettersi a correre sapendo che le dosi erano limitate e un terzo di queste dotazioni dovevano comunque essere mantenute per legge come riserva.

IL ROLL-OUT PUO’ PARTIRE

Ora il roll-pout può partire per davvero – secondo l’annuncio in queste ore dal commissario nazionale al Covid Figliuolo e rimarcato da Bonaccini – con 3 milioni di dosi (un milione Pfizer, uno Moderna e uno Astrazeneca) che arriveranno alle Regioni entro il 3 aprile. Un’accelerazione che in Umbria va di concerto con l’inizio della vaccinazione da parte dei medici di famiglia dei soggetti tra 79 e 70 anni e con il via al piano per le persone “estremamente vulnerabili”.

I FURBETTI DEI SERVIZI ESSENZIALI

Draghi per altro era stato chiaro e solo la narrazione ha spostato il focus sulle inadempienze delle Regioni: il piano del Governo Conte andava cancellato per sempre e in ogni suo elemento, compreso l’ultima parte, quella della divisione in categorie dei vaccinati, compreso quel curioso raggruppamento dei “servizi essenziali”, così adatto ad avvantaggiare i furbetti di ogni sorta.
Bonaccini ieri ha messo anche il dito nella piaga Sputnik bacchettando il presidente della Campania De Luca, determinato a usare il vaccino russo e che si è mosso per averlo. Bonaccini ha tagliato corto: «Senza il sì di Ema e Aifa le Regioni non possono acquistare Sputnik». Ma possono alzare solo polveroni.
Il punto però non è tanto se le Regioni possono acquistare, quanto il motivo per cui Sputnik non viene acquistato dall’Unione europea, visto che sarebbe indispensabile per far correre la campagna di vaccinazione. Le risposte in realtà non vengono date. Si immagina che ci siano problemi di equilibri geopolitici tra blocchi. Ma l’Ue, con l’Italia di Conte al seguito, dopo aver sbagliato così clamorosamente tutto sull’acquisto dei vaccini, dovrebbe dare allora un segnale di essere capace di reperire altrimenti le dosi necessarie per uscire dal tunnel in cui si è minacciata.

IL PREZZO DI ASTRAZENECA

Qualcuno dice, non troppo a mezza voce, che si troverà molto più Astrazeneca in giro dopo il 31 marzo, quando sarà possibile contrattare il vaccino anglosvedese a un prezzo maggiorato.
Se, con più Astrazeneca, l’arrivo di Johnson&Johnson, l’avvicinarsi del tedesco Curevac, si potrà fare a meno di Sputnik che sia così. Altrimenti scegliere di buttare a mare la stagione turistica – la battuta di Draghi al suo ministro Garavaglia che auspicava buone vacanze per tutti, sapendo che significato economico hanno per l’Italia, è una delle meno spiritose mai ascoltate – sarebbe da incoscienti. La linea di demarcazione tra una campagna vaccinale accettabile e un disastro completo, è il 30 giugno: i migliori scienziati, quelli che sistematicamente non ascolta il ministro Speranza, dicono che per fare vacanze abbastanza serene, bisognerà vaccinare per il 30 giugno non meno di 34-36 milioni di italiani. Un obiettivo possibile se un Governo serio se lo pone come inderogabile. Facendo tutto il possibile, mettendo in conto – solo qualora ovviamente fosse necessario – anche il ricorso allo Sputnik.
A questo proposito: il mister Sputnik per l’Italia, titolare di un’azienda che può immettere sul mercato vaccino russo, sarà a Perugia subito dopo Pasqua.

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