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Anziani e fragili: il nuovo piano vaccinale dell’Umbria

Tesei e Coletto: «Incremento vaccinazioni per tutelare salute e riapertura attività»

PERUGIA – «La Regione Umbria ha sempre seguito le linee guida nazionali dei Piani vaccinali antiCovid che si sono succeduti e ora che, con il nuovo Governo e il nuovo Commissario straordinario per l’emergenza, sono state modificate per imprimere un’accelerazione alle somministrazioni, evidenziando la necessità di procedere per fasce d’età oltre che per alcune categorie precedentemente individuate e confermate, le abbiamo adottate dopo averle condivise in sede di Conferenza Stato-Regioni. Questa mattina la Giunta regionale ha approvato l’aggiornamento del piano e siamo pertanto qui ad illustrarlo, affinché i cittadini possano prenderne conoscenza».

Lo ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, che ha partecipato insieme all’assessore alla Salute, Luca Coletto, alla conferenza stampa di aggiornamento settimanale sulla gestione dell’emergenza coronavirus e l’andamento epidemiologico in Umbria. All’incontro hanno preso parte il direttore regionale alla Salute, Claudio Dario, e il commissario straordinario regionale per l’emergenza Covid, Massimo D’Angelo. «Le nuove linee guida – ha detto l’assessore Coletto, ringraziando il Commissario nazionale, generale Figliuolo – semplificano significativamente quelle precedenti ed imprimono un’accelerazione a tutto il sistema vaccinale. Auspichiamo che a questo si associ un incremento delle dosi di vaccini a disposizione dell’Umbria, come a più riprese chiesto dalla Regione. Le nostre strutture sono pronte ad accrescere le somministrazioni per garantire quella copertura vaccinale fondamentale per la salute dei nostri cittadini e anche per far ripartire i settori economici». Fra i punti salienti del piano vaccinale, illustrati dal commissario D’Angelo, il completamento delle vaccinazioni degli ultraottantenni, raggiungendo anche i circa 18mila (il 20% dei circa 90mila over 80 umbri) che ancora non hanno aderito alla campagna, e la vaccinazione dei soggetti estremamente vulnerabili, stimati in circa 45mila, dal primo aprile (con la conclusione della somministrazione della prima dose entro maggio). Attualmente la “potenza di fuoco” giornaliera di somministrazione, fra i 17 punti vaccinali territoriali e 8 ospedalieri e 700 medici di medicina generale, è di circa 7mila dosi che si stima possano salire a 9mila al giorno, prolungando orari e con l’apertura di altri tre punti vaccinali (di cui si sta valutando l’idoneità strutturale) nel caso di una maggiore dotazione di vaccini.

Nella seconda parte della conferenza stampa, il dottor Marco Cristofori e la dottoressa Carla Bietta, del Nucleo epidemiologico regionale, hanno evidenziato i numeri più significativi dell’andamento della diffusione del coronavirus in Umbria: in controtendenza con l’andamento nazionale, continua la discesa della curva epidemica. L’indice Rt è a 0,81 (al di sotto della media mobile nazionale dello 0,96), e l’incidenza per 100mila abitanti ha registrato nell’ultima settimana un calo, attestandosi a 137,68, una delle più basse a livello nazionale. In discesa anche numero dei positivi, ricoveri e decessi. «Dati che attestano come l’Umbria, grazie al monitoraggio continuo e alle misure prese nei vari ambiti istituzionali e sanitari – ha rilevato il direttore regionale alla Salute, Claudio Dario – sia riuscita a gestire nella maniera migliore la terza ondata della pandemia, nonostante la presenza di varianti quali quella inglese e brasiliana, quest’ultima particolarmente aggressiva e contagiosa, presente in Umbria nel 36% dei casi con picchi del 60 per cento in alcuni contesti, a fronte del 4,3 per cento a livello nazionale».

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