Tesei in guerra: «Le varianti Covid pericolo non solo per l’Umbria. Subito 50mila vaccini in più. Me ne occupo personalmente»

9 Febbraio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La presidente in Assemblea legislativa, un fiume in piena: «Nel periodo di zona rossa non staremo alla finestra». E dà 15 giorni alla sanità per assunzioni (1550), tracciamento, più posti letto (700) e più intensive (160), ospedale da campo, stop ai cluster

di Marco Brunacci

PERUGIA – Allora, ricominciamo dall’appello di Cityjournal: più vaccini e più rapidamente, subito i monoclonali, via al bonus baby sitter.

La presidente Donatella Tesei, in Assemblea legislativa, è stata un fiume in piena, e ha detto tutto quello che City journal con i suoi lettori ma – ne siamo sicuri – anche tutti gli umbri, volevano sentire.
I vaccini? «Ne abbiamo chiesti 50mila in più al governo e prima possibile». Non siamo una voce tra le altre, ma perché qui c’è la prima linea che combatte la variante brasiliana (la prima volta che è stata isolata in Italia, come riconosciuto e apprezzato dall’Istituto superiore di sanità) e quella inglese, che fa circolare il virus in maniera molto rilevante tra i bambini.
Il virus «imponderabile» – definizione del presidente di centrosinistra della provincia di Perugia, Bacchetta – «non ci ha risparmiato niente», secondo un’espressione spesso usata dalla governatrice, ma ecco la risposta: «Abbiamo preso il provvedimento che dovevamo, 15 giorni di zona rossa per tutta la Provincia di Perugia e 6 comuni del Ternano, non certo per stare alla finestra ad aspettare che passi la nottata». Anzi..
Poi l’annuncio: dei vaccini, l’unica via d’uscita dal Covid, me ne occuperò personalmente come mi occuperò delle necessarie assunzioni in sanità. Non ci sono le virgolette ma sta qui il senso del suo spiegare, argomentare, motivare.
La zona rossa è stata una necessità, abbiamo chiesto un altro grande sacrificio agli umbri, ma ci mettiamo subito a fare queste cose.

L’ELENCO DEGLI IMPEGNI

Via con l’elenco – tra virgolette – e relativi impegni:

  • ripensare e ristrutturare il contact tracing
  • isolare i cluster della variante brasiliana
  • inviare all’Iss una massiccia richiesta di campionamento di casi di sospetta variante
  • incrementare i tamponi nella popolazione scolastica, includendo anche i più piccoli
  • alimentare il livello di sicurezza in ospedale e Rsa e ripristinare le strutture contaminate
  • riallestire il massimo numero di posti letto Covid previsti oltre quota 700 dai 615 attuali
  • riallestire il massimo numero di terapie intensive umbre a quota 160 dalle attuali 130, ed in attesa dei 44 posti di stanze prefabbricate promesse entro febbraio da Arcuri
  • attivare l’ospedale da campo regionale pronto da più di un mese e ormai anche collaudato
  • dare luogo alla prima tranche delle 1550 assunzioni previste e promesse dalla sanità per il 2021 e che voglio verificare trimestre per trimestre.

    I 15 GIORNI DATI ALLA SANITÀ

    Chiuse le virgolette e poi la frase-monito per chi non può più permettersi distrazioni: “Sono queste azioni indifferibili, cui la sanità deve far luogo in questi 15 giorni, azioni che non solo chiede un pezzo della nostra maggioranza, ma tutta, chiede la giunta, chiede la presidente, chiedono gli umbri”.
    La presidente aggiunge che oltre ai vaccini e ai monoclonali, sono stati chiesti al Governo anche 10 milioni di fondo in più per il bonus baby sitter essendo stata costretta, l’Umbria, a un provvedimento così rigoroso anche per tutelare il resto d’Italia.
    Cityjournal risparmia ai suoi lettori i passaggi della presidente sul confronto con i sindaci, prima dell’ordinanza di zona rossa (avete già letto tutto su City journal e per diversi sindaci non è stata una bella pagina), mentre proprio non c’è niente da dire sui presunti ritardi (ma su quale base?) nei vaccini attualmente somministrati. L’Umbria è all’altezza del compito, può iniettare 1800 dosi al giorno, con l’attuale forza, ma si deve fermare tra 48 ore se non arrivano le nuove dosi, attese per domani – mercoledì – e che sono indispensabili per proseguire la decisiva campagna, che parte il 15 per gli anziani oltre gli 80 anni, ma non deve e non può andare avanti così come è stata finora pianificata dal Governo nazionale, come fosse la costruzione di una strada o la sostituzione di una centralina. Deve andare a una velocità almeno tripla o quadrupla rispetto a quella immaginata finora e poche storie.

    I VACCINI, PRIMO TEST DI DRAGHI

    Di questo però si è reso perfettamente conto il presidente incaricato a formare il nuovo governo, l'”umbro” Mario Draghi, che ha messo i vaccini in cima alle priorità del suo governo, non i tiramenti di questo o quel partito ossessionato dal non perdere quattro voti di questuanti.
    E qui ci sta bene ricordare le parole con cui Tesei ha concluso l’intervento: “In guerra, una guerra come questa col Covid, non ci si divide ma si risponde in modo corale dall’aggressione di un nemico, per difendere la propria terra”. Dite voi: giusto?

    IL DIVIDENDO DELL’OPPOSIZIONE

    Naturalmente come non detto, l’opposizione che avrà – come segnalato ieri da City journal – tutto il tempo e il modo per rintracciare ritardi e buchi negli interventi della maggioranza e indicare responsabilità, si è segnalata per cercare di portare a casa qualche modesto dividendo dello scontento inevitabile in situazioni di questo genere.
    Niente da segnalare nè come proposte nè come proteste.
    Per chi ama il calcio, un fraseggio in netto fuorigioco tra due vecchie glorie degli stadi, Paparelli, che prende la palla, che è stata lanciata da Zaffini, incuranti entrambi della bandierina alzata dal guardalinee. In verità Fdi e Pd umbro hanno un problema in comune: devono dare un senso politico ai prossimi due anni se, come tutto fa pensare, Draghi governerà l’Italia.

    SE FDI RIPETE «VOJO VOTA’»

    Fratelli d’Italia, per citare il re del gossip politico, D’Agostino, perderà la voce a dire «vojo vota’». Nel consigliare a tutto l’eccellente gruppo dirigente una consistente scorta di caramelle Golia, va segnalato che una proposta originale per l’Umbria Fdi l’ha fatta: acquistiamo lo Sputnik V russo. E’ un bel progetto se però si ha anche l’indirizzo dove ordinarlo. Pagamento contrassegno.

    SE IL PD UMBRO BALLA

    Il Pd umbro ha un problema simile per il futuro immediato. Se, come indizi fanno temere, tra quindici giorni Zingaretti balla più della Isoardi in tutti i sabati sera di Raiuno e finisce col casquet? Come si mette il documento dei 600 che doveva portare Bori in punta di lancia alla segreteria regionale? Come finisce l’alleanza di ferro con la truppa pentastellata che, ridotta com’è, anche Brancaleone da Norcia si sarebbe rifiutato di guidare?
    Comprensibile lo smarrimento. Hanno spostato la porta mentre stava appoggiando in gol. Ma Paparelli, amici di Cityjournal, di alternativo al progetto antiCovid della maggioranza, ha segnalato l’esemplare screening di massa in corso a Chiusi (Toscana), che non si commenta per senso delle istituzioni.

    LA COERENZA DI FORA

    Resta la voce del consigliere Fora che dall’opposizione non intende fare sconti alla giunta regionale su quelle che ritieni errori, ma adesso condivide la reazione determinata contro il Covid e si unisce alla massiccia richiesta di vaccini, unica via d’uscita, come ormai tutti sanno (non certo i lockdown).

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