Sorpresa, l’Umbria rossa è diventata la terza roccaforte di centrodestra in Italia, con un balzo nei consensi

15 Febbraio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Una rilevazione di BiDimedia annuncia una sorta di mutazione genetica: il 53% degli umbri è per il centrodestra (a dicembre erano il 47,9). Subito dietro Veneto e Lombardia. Le nuove governance, dalla Regione ai Comuni, festeggiano. Ma cos’è successo alla grande tradizione del Pci umbro?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Se il centrosinistra doveva eleggere a parlamentare magari un qualche talento, vero o presunto, o una risorsa dell’igegno ma con poco appeal e niente voti in patria li portava in Umbria e il gioco era fatto. Elezione garantita, collegi blindati. Questo era fino a una manciata di anni fa.

Ora cos’è successo? BiDiMedia (rilevazione del 12 febbraio, margine di errore 2,6% in più o in meno) annuncia che l’Umbria, con il 53% dei consensi, è la terza roccaforte del centrodestra in Italia, dietro al Veneto (58 e passa per cento) e a un passo dalla Lombardia (54%).
Nella precedente rilevazione del 19 dicembre scorso, il centrodestra era in testa ma “solo” col 47,9% dei consensi, che al limite poteva essere la dimostrazione di in grande desiderio di alternanza, di rinnovamento dopo 65 anni di dominio della sinistra. Ma 53% è una mutazione genetica. La regione rossa non si è limitata a cambiare voto, si è convertita. O almeno questo dicono i numeri. Il resto va capito e va capito se il cambiamento è irreversibile o solo dovuto alla nuova, improvvisa volatilità del consenso elettorale in questi anni tormentati.
In attesa di approfondire due però sono le evidenze:

  1. La nuova governance dell’Umbria, messa in campo dal centrodestra, aumenta i consensi a un ritmo che va al di là delle più rosee aspettative e anche, dalla Regione ai maggiori Comuni, andando oltre le inevitabili difficoltà della quotidiana azione di governo. Per la giunta Tesei e giù a scendere tutti gli altri un motivo per brindare.
  2. La tradizione “comunista” (il gigante Pci) dell’Umbria – per un lunghissimo periodo inespugnabile fortezza rossa – si deve essere stemperata per sempre in altre forme di militanza politica o solo di convincimento elettorale. Certo è che davvero in molti (facendo passare altro tempo vedremo quanti) hanno trovato nelle bandiere verdi della Lega un’alternativa alle vecchie, consunte bandiere rosse.

    #umbria #centrodestra #bidimedia