Perugia, per i nuovi dati, è zona arancione, ma comunque le scuole non riapriranno (forse solo quelle per l’infanzia)

25 Febbraio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il Ministero farà sapere i colori nella tarda mattinata. La Regione in ogni caso ha intenzione di mantenere le misure precauzionali anche per l’accesso ai centri commerciali. La curva del contagio in discesa ma c’è il problema delle Terapie intensive

di Marco Brunacci

PERUGIA – Le anticipazioni di Cityjournal sono confermate dai numeri delle ultime 24 ore: la curva del contagio Covid ha cominciato a scendere, si stanno vedendo i primi risultati concreti dell’appiattimento della settimana scorsa. Perugia – lo dicono i numeri – quindi è pronta per tornare ad essere zona arancione al pari di Terni.

Questo passa – dal punto di vista della catena decisionale – dal Governo (e relativi tecnici), che dovrebbe comunicare in tarda mattinata o primo pomeriggio, attraverso il ministro Speranza, l’elenco dei colori delle Regioni. Qualora l’Umbria restasse arancione, come tutto fa pensare, sarebbe possibile per la giunta regionale – sentito ancora il Ministero – applicare le misure delle zone arancioni anche alla provincia di Perugia, a partire da domenica.
Ma l’intenzione della Regione è comunque quella di restare molto rigidi sulle norme per l’accesso ai centri commerciali e – udite, udite – di non riaprire le scuole in presenza, tranne forse asili e scuole dell’infanzia..
Questo farebbe al solito inalberare il Partito ideologico della scuola, ma garantirebbe un’altra settimana in discesa del contagio, visto che – sarà magari un caso – ma il raffreddamento della curva in Umbria comincia esattamente 10-12 giorni dopo che vengono chiuse le scuole. Diciamola così, visto che il tema è tanto controverso: chiudere le scuole, comunque, qui in Umbria almeno, porta bene.
Se invece il Governo, per via di certi numeri non tranquillizzanti sulle terapie intensive occupate da malati Covid, decidesse di trasformare in rosso tutta la regione, il discorso come ovvio cambierebbe. Ma questa eventualità sembra al momento improbabile, anche se non sono rasserenanti certe dichiarazioni, tutte improntate a chiusure e precauzioni, del ministro Speranza.
Poche ore per vedere.

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