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Perugia cambia volto, via al nuovo Turreno: sarà un centro ad alta tecnologia per incontri e una agorà al coperto per la città

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Partito il bando, i lavori dovranno concludersi ad autunno 2023. Per l’assessore al ramo Margherita Scoccia fondamentale sarà la qualità e il tasso di innovazione del nuovo impianto, che deve diventare un vero hub culturale sui modelli europei

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il bando è partito. È in Gazzetta ufficiale. Un mese per decidere chi si occuperà di rilanciare il vecchio, grande Turreno, storico cinema in disuso di Perugia, donato alla città dalla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, e che deve diventare, secondo gli intenti della giunta Romizi, un nuovo centro di aggregazione nel centro perugino.

Una piccola agorà per attrarre e tenere insieme i perugini e nel contempo un centro avanzato di sperimentazione delle nuove forme di comunicazione.
Un hub culturale, come si usa dire adesso. Qualcosa dove si possano fare incontri e convegni internazionali, attraverso videoconferenze, che è il nuovo che avanza soprattutto in tempi di Covid ma che resterà anche nel futuro.
Non un vecchio centro convegni, ma un esempio di nuove tecnologie applicate alla Perugia del futuro.
Centri di questo genere esistono già in Europa, ma questa è l’occasione per mettersi al passo con i tempi.
Margherita Scoccia, architetto della giunta Romizi, assessore al ramo, sottolinea, ogni volte che viene interpellata, che qui si vedrà il tasso di innovazione di cui è capace la nuova governance comunale. E non è un caso che sarà fondamentale – recita il bando . la qualità del progetto.
Il vecchio cinematografo risorgerà? È l’ultima delle preoccupazioni, sembra di capire.
Se la Scoccia insiste sul tasso di innovazione, c’è chi sottolinea anche la velocità con la quale si percorrerà la strada per arrivare al nuovo Turreno. Per il bando c’è solo un mese. In tre mesi si dovrebbe arrivare a iniziare il lavoro. Entro ottobre 2023 si deve inaugurare il nuovo centro (visto che a dicembre 2023 bisogna rendicontare l’opera, essendo realizzata con fondi europei).
Se Draghi non fa il miracolo di abbattere, per le opere importanti, i tempi tecnici degli appalti, bisogna subito cominciare a correre.

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