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«Montagne di rottami fuori controllo»: sequestrata un’area di 8mila metri quadrati

La zona è stata individuata grazie a un elicottero delle fiamme gialle. Nei guai un’azienda specializzata. La nota dell’azienda

AVIGLIANO UMBRO (Terni) – Oltre sedicimila tonnellate di rottami ferrosi stoccati in un’area di 8mila metri quadrati, senza alcun tipo di prescrizione. Una vera e propria discarica, secondo i militari della Guardia di finanza, che nessuno avrebbe mai autorizzato.

Per questo, la titolare di un’azienda specializzata nel commercio all’ingrosso di rottami, a cui l’area è riconducibile, è stata denunciata. Sequestrata la zona che, per disposizione dell’autorità giudiziaria, dovrà essere ripristinata entro 4 mesi. La scoperta dell’area di stoccaggio nei presi di Avigliano Umbro è stata possibile grazie anche all’intervento di un elicottero, partito appositamente da Pratica di Mare, che ha sorvolato la zona sospetta e individuato il sito, dove i finanzieri hanno trovato cumuli di rifiuti ferrosi di diversi metri di altezza. Individuato anche uno scarico abusivo di acque reflue di natura industriale in un terreno limitrofo a quello di stoccaggio.

La replica dell’azienda

L’avvocato Luca Passoni, legale della rappresentante legale dell’azienda così precisa:
«In merito alle contestazioni dalla Guardia di Finanza rilevate, risalenti a quasi un mese fa, si evidenzia, innanzitutto, che trattasi di societa regolarmente autorizzata allo svolgimento delle attivita di raccolta, classificaziane, trattamento e commercio rottami ferrosi da parte del Comune di Avigliano Umbro, della Provincia di Terni e della Regione Umbria, ciascuno per le rispettive competenze, rappresentando importante realtà settore, peraltro a rilevanza interregionale. Le contestazioni mosse, riguardano rifiuti non pericolosi il cui stoccaggio temporaneo e la movimentazione e regolarmente autorizzata, nelle aree di riferimento, risultando proprio il “core business” della societa che opera, con successo, dagli anni ’80. Cio che veniva contestato dal personale della Gdf nel sito dove viene svolta l’attivita, era solo un’altezza ritenuta troppo elevata dei cumuli dei rottami stoccati che avrebbe potuto rappresentare pericolo per l’incolumità dei lavoratori in caso di caduta accidentale dei medesimi. Tutte le autorizzazioni aziendali, parimenti vagliate dal personale della Gdf intervenuto, sono state considerate idonee e del tutto regolari per l ‘esercizio dell’attività. Quanto ulteriormente contestato su area limitro{a al sito, nulla ha a che fare con l ‘impianto di gestione, trattamento e recupero rifiuti della società. Per porre immediatamente in sicurezza i cumuli, il sottoscritto difensore, anche per non pregiudicare il regolare svolgimento dell’attivita aziendale con ripercussioni anche sul piano occupazionale, chiedeva ed otteneva dal Gip del Tribunale  di Terni  immediata  autorizzazione all’ingresso nelle aree in questione al fine di porre in sicurezza i cumuli oggetto di sequestro, attivita già effettuata da tempo. L’intera vicenda avente ad oggetto il sequestro sara vagliata nei prossimi giorni dal Tribunale di  Terni in funzione di Giudice del riesame delle misure cautelari reali. La societa sta comunque regolarmente adempiendo, anche  con  l ‘ausilio  di  tecnico  specializzato, alle prescrizioni impartite dall ‘ARPA senza alcun pregiudizio per l’attività, in regolare e consueto svolgimento, secondo tutte le vigenti normative di settore».

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