L’Umbria resta arancione, ma il Governo tace su vaccini e ristori. La Regione parte destinando 3 milioni di bonus babysitter per le famiglie

12 Febbraio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Interessa i nuclei familiari che hanno bambini con meno di 12 anni e un Isee come da normativa. Ancora silenzio da Roma sulla lettera della presidente Tesi che ha chiesto una nuova provvista di 50mila dosi di vaccini e gli anticorpi monoclonali. Rt a 1,2. E 4 comuni del Ternano tornano arancioni

di Marco Brunacci

PERUGIA – La Protezione civile ha risposto subito e sta dando corso al bando per i sanitari in più necessari all’Umbria in questa fase cruciale. Ma non così il Governo che si fa scudo dell’essere in scadenza. Il Consiglio dei ministri pochi minuti fa si è limitato a prendere atto dell’Rt dell’Umbria (1,2), che è un indice spesso fallace, e ha deciso di mantenere tutta la regione in arancione.

Questo significa che toccherà alla Giunta umbra stabilire le zone rosse, che al momento restano anche per la prossima settimana tutta la provincia di Perugia e due comuni di quella di Terni (Amelia e San Venanzo): gli altri quattro, infatti, tornano arancioni. Mentre il consiglio dei ministri ha bloccato gli spostamenti tra regioni fino al 25 febbraio e non fino al 5 marzo come si immaginava.
L’Iss ha aggiunto che il rischio di Umbria e Bolzano è da considerarsi ancora alto.
Col Governo che però non decide sui soldi ecco allora che tocca alla Regione: sono stati destinati 3 milioni del Fondo sociale europeo per il bonus babysitter per le famiglie che hanno bambini sotto i 12 anni e un reddito Isee che non superi i livelli richiesti.
Questo è il primo intervento diretto della Giunta Tesei in questa terza fase dell’emergenza, che è di fatto iniziata già tra Natale e Capodanno.
Le famiglie interessate potranno fin da domani avere indicazioni sui tempi e i modi del bonus.
Come si sa la richiesta dell’Umbria al Governo era di 10 milioni di euro, a tanto ammontano i bisogni delle famiglie umbre. Ma intanto si parte con le risorse della Regione, la quale ha formalmente chiesto, insieme ai ristori economici, 50mila vaccini in più e una dotazione di anticorpi monoclonali, in forza del fatto che qui le varianti, brasiliana e inglese, si sono incrociate e scatenate nella loro aggressività e rapidità di contagio.
Il momento resta comunque delicato. I casi sono tornati a salire in maniera importante (494 in 24 ore) con 12 morti e 157 guariti. I ricoveri in più sono minimi ma la terapia intensiva segna un più 4 pazienti e tutto fa capire che stiamo raggiungendo il picco di questa terza fase, con un tasso alto della positività (12 rispetto ai tamponi molecolari e oltre 7).

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