L’appello delle Regioni a Draghi: trovare più vaccini, così non si può andare avanti

21 Febbraio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Da Bonaccini a Tesei, dal sud al nord, il grido bipartisan. Lunedì il Governo stabilisce le nuove disposizioni in materia di Covid, ma senza una campagna vera di vaccinazione tutto è marginale. Basterà questo monito?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Lunedì mattina, consiglio dei ministri. Un argomento su tutti: la lotta al Covid come deve essere fatta, iniziando dalla mossa decisiva: trovare i vaccini.

La UE ha ammesso la debacle ora si spera che l’era Draghi nasca all’insegna del “cambio di passo” in Europa e quindi in Italia.
Le Regioni sono già in pressing tutte insieme, con l’unico scopo di far partire una vera campagna di vaccinazione, non questa lenta processione di dosi che arrivano col contagocce.
Il coordinatore delle Regioni ha parlato per tutti i Governatori ed è stato chiarissimo: il nostro futuro prossimo, salute ed economia, gira tutto intorno alla capacità di “approvvigionamento dei vaccini” da parte del Governo.
È un grido bipartisan che non a caso arriva da chi è a più stretto contatto con la realtà così com’è e non come si vorrebbe che fosse.
Come si ripete su questa testata, fino alla noia, i lockdown, locali o nazionale, sono un buttare la palla in tribuna aspettando che l’arbitro fischi la fine, significa cercare di difendersi ma prendendo atto che è il virus che dà le carte.
Bonaccini ha anche messo in evidenza le carenze del sistema delle Regioni a colori. Ma anche qui sottolineando come l’arma, unica ma forte, sono i vaccini. Il resto sono palliativi.
Non è un caso che a nome delle Regioni ha messo anche un fermo bipartisan a questo modo (altrettanto bipartisan) di menare il can per l’aia, raccontando che il problema sta nei luoghi della somministrazione del vaccino o nei sistemi di prenotazione.
L’unico fondamentale problema è che il vaccino non c’è. Le Regioni assicurano tempi rapidi ed efficienza, ma di fronte a una quantità di dosi proporzionata alla gravità della pandemia.
La posizione finalmente molto netta delle Regioni insieme fa finalmente chiarezza in questi dibattiti da operetta tra profeti di sventura che capiscono di tutto meno di cosa fare per accelerare la vaccinazione della popolazione e quindi portare a soluzione il problema.
La Gran Bretagna è a un passo dall’aver vaccinato un terzo della popolazione mentre qui si discute di quale sia il tipo di lockdown migliore, lasciandoci in definitiva esposti alla imprevedibile e subdola potenza del virus.
Per mesi gli autoproclamatisi “seri” invitavano il mondo al sacco e alla cenere dei lockdown, quando è arrivato il vaccino i “seri” erano del tutto impreparati. Ora è il tempo di rincorrere i “meno seri” che si sono accaparrati i vaccini, mentre noi eravamo costretti ad ascoltare ogni tiramento di virologo.
Se le opposizioni (bipartisan) facessero il mestiere di remare in questa direzione aiuterebbero la gente. Ci sarà tempo e modo per indicare errori e responsabilità in aspetti comunque secondari rispetto a questo decisivo fronte.
La posizione delle Regioni – sintetizzata da Bonaccini, Pd- non poteva essere più chiara e uguale per tutte.
Le Regioni possono smettere di cercare vaccini se c’è chi li cerca incessantemente e dappertutto per loro conto. Ma cosi non si può andare avanti.
Vediamo adesso, da lunedì, con le nuove disposizioni del Governo per la lotta al virus, che cosa succede.

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