«L’annuncio della riattivazione del registro tumori in Umbria è rimasta una vana promessa»

4 Febbraio 2021

Tommaso Bori ricorda l’impegno alla giunta nella ventesima Giornata mondiale contro il cancro

PERUGIA – «Nel giorno in cui si celebra la ventesima Giornata mondiale contro il cancro chiediamo alla Regione Umbria di fare di più, affinché si adottino nuovi programmi di prevenzione, di screening e diagnosi precoce, insieme ad uno sforzo maggiore per sostenere lo studio e l’applicazione di terapie innovative».

Èè questo l’appello che il capogruppo Pd in Assemblea legislativa, Tommaso Bori, come riporta una nota di palazzo dei Priori, rivolge alla Giunta regionale sottolineando come «la lotta contro il cancro merita di diventare una delle priorità sanitarie dell’Umbria attraverso investimenti adeguati e un maggiore coinvolgimento del mondo universitario e della ricerca». «Il cancro può colpire chiunque – ricorda Bori – a tutte le età, ed è già oggi la prima causa di morte per le persone tra i 45 e i 64 anni. E’ stato stimato di recente che in Europa, entro il 2035, i casi potrebbero raddoppiare e le statistiche UE prevedono che il 40 percento della popolazione dovrà affrontare il cancro ad un certo punto della propria vita. Questi dati così allarmanti – spiega Tommaso Bori – dovrebbero spingere la politica, a tutti i livelli, a misurarsi con questa sfida, e a dotarsi di tutti gli strumenti utili per combatterla al meglio». «Al contrario, in Umbria – aggiunge il capogruppo Dem – la Giunta Tesei ha bloccato per mesi il Registro Tumori e non sta garantendo protocolli adeguati ai malati oncologici che rischiano più di altri di non sopravvivere alla malattia da Covid. Sappiamo inoltre che sia in Alto Tevere che nella zona dell’Alto Chiascio c’è, da tempo, un’incidenza media più alta rispetto al cancro gastrico: questa consapevolezza avrebbe dovuto portare gli organi preposti ad attivare uno screening periodico della popolazione, ma nulla è stato fatto. Servono dunque azioni concrete e un monitoraggio costante – conclude Bori -, ma soprattutto maggiore attenzione e sensibilità da parte delle istituzioni».

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