La telefonata di Tesei a Speranza: più vaccini e monoclonali, intesa a un passo. Il Tar boccia l’Iss: i bimbi tornino in nidi e materne (se i genitori si fidano)

13 Febbraio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il “nodo” della zona rossa umbra prima linea della battaglia contro le varianti brasiliana e inglese (che aumenta i contagi tra bambini e ragazzi): il ministro, uscente e rientrante, rassicura. E la Tesei punta su miglioramenti nei casi già dai primi giorni della settimana

di Marco Brunacci

PERUGIA – Se qualche lettore di Cityjournal si fosse perso qualche puntata, ripetiamo: per l’Umbria, colpita dalla variante brasiliana e da quella inglese insieme, occorrono subito più vaccini, gli anticorpi monoclonali per la cura e 30 milioni di euro per bonus babysitter e i danni indiretti da zona rossa per commercio e imprese.

E più o meno questo è stato il “lite motive” della telefonata tra Donatella Tesei e l’appena rinominato ministro alla sanità, Speranza, che City journal racconta qui come un “inside”, ma che deve essere letta come una zattera nel mare in tempesta.
Tesei ha ricordato che l’impegno dell’Umbria non è solo per l’Umbria, ma per evitare che le varianti attacchini nello stesso modo il resto d’Italia. In sintesi, ricostruendo, da quel che si si, ha ricordato che la sanità regionale ha isolato per prima la variante brasiliana, in tempi record l’ha segnalata all’Iss e nel contempo ha tracciato il percorso (che coinvolge, come si sono adesso accorti in tutta Italia, i bambini e i ragazzi) della variante inglese.
La guerra che combatte l’Umbria non è solo dell’Umbria, ha spiegato la Tesei a Speranza, annunciando che spera di avere già i primi risultati di un contenimento dei contagi umbri dai primi giorni della prossima settimana.
Il ministro Speranza, con il quale l’Umbria ha eccellenti rapporti, dalla governatrice al rettore Oliviero, non ha dato una risposta, come giusto che sia, ma si è riservato di prendere rapidamente in esame la questione. Tra lunedì e martedì si sciolgono i nodi.
Ora uno sguardo sul Tar dell’Umbria che ha deciso la sospensiva del provvedimento della Regione sulla chiusura dei nidi e le scuole dell’infanzia, sulla base dei un ricorso. Quindi i bimbi non in età da scuola elementare possono tornare – se i genitori lo vorranno – nelle loro classi.
Conclusione con due bei quesiti giuridici:
qualora a fronte del ricorso (certo) della Regione Umbria, con una decisione che si immagina in arrivo per marzo, ci sarà la possibilità di far pagare i danni in contagi e in mancati ristori da bonus babysitter ai ricorrenti ai quali il Tar ha concesso la sospensiva? qualora i cittadini che si vedono costretti in tutto il mondo, in particolare in Italia, a rinunciare ad autentici diritti naturali (molto più di costituzionali) di libertà, se si organizzano in associazione e si fanno rappresentare da avvocati duri e puri, potranno contare in una sospensiva del Tar in loro favore?

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