La curva si appiattisce, un’altra settimana e l’Umbria può uscire dell’incubo. Nonostante il flagello delle varianti (altri 77 casi accertati)

18 Febbraio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’Iss certifica l’allarme dato in anticipo dalla Regione, sperando che sia stato utile anche al resto d’Italia. Intanto continua il flipper dei vaccini. Con un interrogativo: riuscirà Draghi a svegliare la Germania?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Una settimana ancora e forse stavolta finisce il periodo nero di zona rossa della metà dell’Umbria.

La curva dei contagi si sta appiattendo, tutto fa pensare che il plateau, nonostante abbia spirato forte e teso il vento della varianti (la brasiliana e l’inglese con 77 casi accertati dall’Iss, con buona pace dei signori Paparelli e Calabrese che non riescono, nonostante l’impegno, ad azzeccarne una), sia stato raggiunto.
Questo significa che fino al 26 febbraio non cambia nulla, la regione arancione a Terni e rossa a Perugia, perché bisogna contare sull’effetto delle misure prese dalla Regione Umbria, lodate dal ministro Speranza (ma resti tra noi e non fatelo sapere a quelli di Articolo Uno che è gente che si offende). Poi bisogna essere ottimisti perché la prospettiva è quella dell’Umbria e del resto d’Italia che invece entra nella fase critica. Speriamo invece di uscirne tutti grazie all’Umbria che ha dato l’allarme.
Ps. Sui vaccini resta il caos, Moderna sfotte la Ue: li manderà qui poco prima di Natale, su Astrazeneca è in corso una guerra che non si capisce bene. Ma una cosa si capisce: o Draghi suona la sveglia a tutti, Germania in testa, o la guerra è persa. E tutti sono convinti che super Draghi non è arrivato per perdere .

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