Il puzzle dei trasporti si va componendo, l’Alta velocità è anche per l’Umbria. Ora c’è Orte e arriva anche il secondo Frecciarossa

22 Febbraio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Tesei annuncia soddisfatta la fermata al confine umbro-laziale che fa il paio con quella di Terontola. E c’è già l’impegno del ceo Fs Battisti per il secondo collegamento sperimentale Perugia-Milano. Foligno stazione AV

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il puzzle dei trasporti si sta componendo. Piace? Non piace? Decidete voi, di sicuro due cose: la giunta Tesei ha fatto le cose veloci (come i treni che presto dovrebbero solcare l’Umbria); per vedere gli effetti bisognerà attendere il tramonto del Covid (che si avrà solo con i vaccini, come sanno i lettori di Cityjournal da mesi e mesi contro i predicatori di lockdown a oltranza sempre meno efficaci) ma ha deciso che era doveroso attrezzarsi fin da ora.

La notizia di oggi è che FS ha garantito la fermata a Orte del Frecciarossa, facendo felice l’assessore regionale al ramo Melasecche e tutto il sud dell’Umbria e permettendo alla presidente Tesei di concludere che «la fermata di Orte dell’Alta Velocità è una nuova importante tessera dell’ampio quadro dei collegamento ferroviario che stiamo componendo».

L’ELENCO DEI TASSELLI

E la presidente va a elencare: “Il nostro piano prevede diversi tasselli: la fermata di Terontola realizzata da poco, il potenziamento della rete Fcu, i collegamenti di Alta velocità Roma-Terni-Foligno-Ancona, già inseriti nel Recovery plan”. Mancava il sud dell’Umbria. Arrivato «anche grazie – sottolinea Tesei per dire del nuovo clima Draghi contagioso in tutta Italia – a una proposta congiunta che abbiamo avanzato con il presidente del Lazio Zingaretti. Azione condivisa che ha portato i suoi frutti».
Ma il puzzle non finisce qui: manca il fondamentale Freccia rossa. Alla “Freccetta rossa” attuale (partenza in ora antelucana, da Fantozzi che prenata il campo da tennis quando non giocano i megadirettori) si dovrebbe aggiungere un nuovo collegamento rapido Perugia-Milano, già annunciato da Cityjournal, ma che vale la pena ricordare.

IL RETROSCENA CON BATTISTI

Nella interlocuzione (così si dice tra chi parla istituzionalmente corretto) con il ceo di Ferrovie dello Stato Battisti, del gennaio 2020, un impegno era già stato preso. Fs era disponibile a mettere a disposizione dell’Umbria un orario meno penalizzante per il treno Frecciarossa da Perugia a Milano (per esempio intorno alle 7,30) con un ritorno a metà pomeriggio, fornendo così 4 opzioni ai viaggiatori umbri per Milano ma anche a quelli milanesi che volessero raggiungere rapidamente l’Umbria. Si era fissata anche una data. Maggio 2020. Cos’è successo lo sapete tutti. Ma una volta che i vaccini avranno vinto il virus, si può ricominciare, per esempio, già dal prossimo autunno. Perfino prima. Sempre che le due signore tedesche alla guida dell’Europa consentano all’Italia di trovare vaccini sufficienti.

IL FRECCIAROSSA VERO

L’accordo – secondo le indiscrezioni che si sapevano all’epoca – era che Fs provava il collegamento per un paio di mesi, vedeva quale era il traffico, e quindi il treno veniva confermato stabilendo quanto costato alla Regione.
Regione che in tema di conti sui treni ha dimostrato di saperci fare: il Freccetta rossa è adesso – bella notizia – piccolo anche nel prezzo: costa un milione all’anno e non più 1,700. Del milione di cui si diceva 300mila euro sono a carico della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia.

FOLIGNO SUPERSTAZIONE

Va anche detto che Foligno diventerà – grazie all’arrivo della nuova linea Roma-Ancona – una vera stazione di Alta Velocità.
Un successo per i piani strategici di Tesei, la quale ha avuto anche i soldi del Recovery plan (ma deve vigilare, altro che se deve vigilare) per fare della ex Fcu una vera metropolitana di superficie nel tratto da Terni a Città di Castello.
Così il puzzle è composto. Con i finanziamenti del Recovery è ragionevole che si arriverà “in stazione” in orario, in tempi brevi.

AEROPORTO E “NODINO”

Va da sé: qualora manchi il Frecciarossa bis, quello vero, il puzzle è incompleto. Ma ci sarà.
L’aeroporto – ne parliamo domani – dovrà fare il resto. Mentre il “nodino” di Collestrada decongestionerà il traffico intorno a Perugia.
Se finisce i compiti in tempo, la giunta Tesei rischia di prendere un voto alto nella fondamentale materia di come far uscire dall’isolamento l’Umbria.

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