“Don Raffae'”, ispirata a Cutolo la canzone di Fabrizio De Andrè

18 Febbraio 2021

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E’ Raffaele Cutolo, fondatore della Nuova camorra organizzata, protagonista di una delle stagioni più sanguinarie della lotta tra le cosche della criminalità, il Don Raffae’ dell’omomina canzone di Fabrizio De Andrè. A lui il cantautore si ispirò per creare la figura di un potente detenuto che viveva nel carcere di Poggioreale in qualche modo da “privilegiato”.

A Don Raffae’ si rivolge il «brigadiero Pasquale Cafiero» per chiedere favori e aiuti, dal cappoto per il matrimonio del figlio, quello bello che il boss aveva indossato per un’udienza, a un posto di lavoro per il figlio. Con lui l’agente condivide il momento del caffè, «che sulo a Napule sanno fa». La canzone di Faber, una tarantella in napoletano poi interpretata anche da Mario Murolo, è una disincantata fotografia del mondo carcerario e, allo stesso tempo, una denuncia contro la lotta “di facciata” alla criminalità. E’ uno dei brani più controversi di De Andrè, che gli valse anche l’accusa di simpatizzare in qualche modo la criminalità organizzata. Cutulo scrisse anche a De Andrè per complimentarsi della canzone e successivamente gli inviò alcune su poesie. Lo scambio epistolare fu troncato sul nascere da Faber.

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