Furto in casa a Bastia Umbra: uomo incastrato dal Dna dopo 7 anni

13 Febbraio 2021

A inchiodare il presunto responsabile le tracce ematiche lasciate sul posto al momento del colpo

ASSISI ( Perugia) – Nel 2013, il furto: in una casa di Bastia Umbra, svaligiata. E nonostante siano passati anni, oggi, il presunto responsabile viene identificato grazie al Dna raccolto allora e alle «nuove e sofisticate procedure tecniche» in questo momento a disposizione dei carabinieri del Racis (il reparto investigazioni scientifiche).

Al tempo, gli investigatori nel corso del sopralluogo effettuarono attente operazioni di verifica e repertamento.
I militari riuscirono a individuare tracce ematiche lasciate da uno dei ladri che, verosimilmente, nella fretta e nellintento di trasportare più merce possibile, si era ferito. Gli accurati accertamenti tecnici svolti dal personale dell’Aliquota operativa, permisero allora di esaltare e recuperare le tracce ematiche e di inviarle poi ai colleghi del Racis «al fine di estrapolarne il profilo genetico del ladro», scandisce una nota degli stessi carabinieri.

Nulla da fare, ormai oltre 7 anni fa. Ma oggi «la cura nell’espletare i rilievi tecnici ha fatto si che il reparto scientifico sia riuscito ad ottenere un profilo genetico utile per le successive comparazioni che, all’epoca, venne inserito nella banca dati nazionale del D.N.A.». Solo alla fine del 2020 si è riusciti a dare delle generalità a quel profilo e, ancora i militari, «di conseguenza al presunto autore del reato. Infatti, alla fine dello scorso anno, nel nord Italia, è stato tratto in arresto un cittadino di nazionalità albanese, di anni 32, irregolare sul territorio italiano e già noto alle forze di polizia».

I rilievi dattiloscopici e biologici per l’estrapolazione delle impronte papillari e del profilo genetico, effettuati all’atto dell’arresto, hanno permesso la successiva comparazione avvenuta presso il Racis di Roma. Che avrebbe «dato un riscontro positivo con il reperto estratto a Bastia Umbra molti anni addietro». Tutta l’attività tecnico-investigativa è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria inquirente.