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Vaccini, l’Umbria corre ma la Campania vola: è giallo sul 101% di somministrazioni. Intanto ne arrivano altre 7020

11 Gennaio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’annuncio di Coletto mentre parte lo screening con i tamponi rapidi sui 40mila (tra studenti, insegnanti e personale) per far ripartire in sicurezza anche la scuola. Dopo il Fascicolo elettronico attesa per Telemedicina e Medicina 4.0

di Marco Brunacci

PERUGIA – Dalla sanità umbra i segnali che si chiedevano (ed erano urgenti) stanno arrivando. Serviva una accelerazione, dopo quale colpo a vuoto ad ottobre e i rallentamenti, per le fatiche a muoversi in salita, di dicembre.

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Partendo dai segnali sui vaccini: City journal ieri ha riportato la classifica dei vaccini eseguiti. L’Umbria è stata la Regione prima in classifica in Italia per la giornata di ieri. Oggi è arrivato un curioso sorpasso da parte della Campania, però reso ufficiale (quando si dice che servono evidenze, le prove, e qui ci sono, altro che) dal sito del Ministero della salute.

TOTÓ E I VACCINI

La Regione del comunque irraggiungibile governatore De Luca ha somministrato più dosi di quelle che aveva (68.130 rispetto a 67.020). Come sia stato possibile e com’è che il Ministero della salute lo abbia ufficializzato è un mistero neanche gaudioso. Il vaccino non è una stecca di sigarette che si trova al contrabbando. E’ stato il Ministero a inviarne più di quelle che erano state pattuite? Ma allora va scritto che la Campania ha esaurito le dosi non che ha superato la soglia del 100% ed è arrivato (quando si esagera) al 101% delle somministrazioni. Perchè questo fa pensare al Totò del “punto, punto e virgola e anche punto esclamativo”, più che alla serietà che impone la lotta al Covid. E’ un giallo, ma probabilmente anche una pochade. La vena cabarettistica del governatore De Luca deve comunque aver preso la mano a qualcuno. Ci si augura che l’Umbria continui invece a tenere il ritmo di questi ultimi giorni in quanto a somministrazioni di vaccino, senza concessioni allo show.

ALTRE DOSI IN ARRIVO

E a questo proposito è stato l’assessore Luca Coletto ad annunciare all’Ansa che stanno arrivando 7020 nuove dosi in Umbria, Sempre pochissime rispetto alle esigenze di una vera vaccinazione di massa, ma sufficienti per chiudere il cerchio sugli operatori sanitari a rischio e iniziare a mettere in sicurezza alcuni ospiti delle Rsa (che rappresentano un problema grande per l’Umbria, tra di anziani, come la Liguria, da record italiano). Non sfugge che il cambio di passo sui vaccini sia arrivato con il nuovo delegato della giunta regionale, D’Angelo, che ha debuttato bene ma ora deve mostrare valore e determinazione nelle prossime scelte. Che dovranno essere rapide ed efficaci, come si chiede per uscire vincitori, in tempi brevi, da questa infinita campagna contro il Covid.

FASE 3 NELLA LOTTA AL VIRUS

E qui va segnalato che la situazione non sta migliorando. A livello nazionale, ma anche in Umbria, lascia intendere che un terzo momento del contagio è di fatto già in corso o almeno sono necessarie tutte le tutele della fase 3 della lotta al virus. In questo ambito, l’Umbria ha fatto una scelta coerente e saggia nel rinviare la riapertura delle scuole medie superiore e dell’università in presenza, visti i numeri di settembre. Ma stavolta non è stata solo questa l’iniziativa. Va sottolineato come avere messo un milione del bilancio regionale per far partire da oggi uno screening per 40mila tra studenti, insegnanti e personale scolastico significa avere a cuore il futuro della scuola, far capire, che si ha in mente quale sacrificio si chiede alla scuola (come lo si chiede a tutti noi), ma che l’intenzione non è affatto ideologica, ma si vuole – insieme al mondo della scuola – contribuire a tagliare la catena dei contagi che dalla scuola a settembre si è propagata alle famiglie con risultati spesso drammatici. Infine, nell’accelerazione in corso va sottolineato e con la forza necessaria come il fascicolo elettronico dei pazienti umbri, anche questo da oggi al via, non è uno spot ma una necessità per i pazienti. Il fascicolo è stato progettato tempo fa, mai attuato. Questo è un problema per la qualità e la rapidità delle cure. Abbiamo spiegato in un altro articolo di Cityjournal che il Fascicolo contiene una sintesi della situazione sanitaria del paziente, stilata e aggiornata dal medico di base. Questa sintesi, per ragioni di privacy, può essere soltanto utilizzata dal paziente, il quale però può consentire al personale medico che lo ha in cura di entrarci dentro. Servirà e servirà molto. E non poteva essere più rimandato.

TORNARE A FARE INCOMING

Ci sono altre scadenze sulle quale l’assessore Coletto e tutta la Giunta si dovranno confrontare e di qui a breve. Dopo aver sistemato – prima o poi il Ministero dovrà dare il suo parere vincolante – la cruciale questione della convenzione sanitaria con l’Università, si tratterà di mettere testa e gambe al progetto della modernizzazione dell’assistenza. Si deve far sì che la telemedicina e la medicina 4.0 non restino slogan (come purtroppo è successo per anni al Fascicolo elettronico, primo passo fondamentale verso la digitalizzazione della sanità umbra). Ne va della qualità delle cure che i pazienti umbri potranno avere. Dal Covid deve uscire una sanità più razionale ed efficiente, che abbia la capacità – questo è l’obiettivo che si è posta la Regione – di attrarre pazienti dalle Regioni vicine, fare incoming, come si dice, e con questo per portare denaro fresco utile a fare ulteriori investimenti in salute. Il percorso è segnato. Ora si tratta non più di camminare ma di correre, approfittando del fatto che la tragedia del Covid, comunque, permetterà alla sanità di avere nuove risorse. Occasione che è vietato perdere.

#coronavirus #umbria #covid19 #marcobrunacci #polepolitik

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