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Umbria, la Regione fa scattare la fase 3 di contrasto al virus, accelerando sui vaccini e con l’ospedale da campo. E arriva Arcuri

6 Gennaio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Troppi 4mila positivi, allarme per i 100 positivi alla Rsa di Città di Castello e terza ondata già nei numeri: via alla reazione. Somministrate le dosi vaccinali al 68%. Mentre va in scena una stanca polemica dentro la maggioranza sul piano sanitario

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sarà che è il giorno della Befana, ma i gruppi di maggioranza in assemblea legislativa, Fratelli d’Italia da una parte e Lega dall’altra, hanno sentito l’irrefrenabile bisogno di scambiarsi qualche palata di carbone.

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Il motivo? Il nuovo piano regionale della sanità. Un disegno che è stato costruito a fatica dall’assessore Coletto, condiviso in tutti i suoi punti con la presidente Tesei, passato al vaglio dell’Università, e adesso – ma lo sapranno in Assemblea legislativa? – è, nelle sue linee guida, sul tavolo del ministro Speranza per il via libera.
Insomma: il motivo delle frizioni (inutile angosciarvi, pazienti e affezionati lettori di Cityjournal, con la esposizione dei comunicati rispettivi dei contendenti, che dicono praticamente nulla e sono la risposta a praticamente nulla) sarebbe la conduzione del dossier sanità, ma il disegno è in una fase così avanzata che difficilmente si potranno fare modifiche sostanziali. Anche perchè non è, come detto, il lavoro di Coletto, ma anche quello della presidente Tesei, la quale – e questo ormai è appurato – non ha una maggioranza in Assemblea ma un kinderheim. Sul comodino d’ora in avanti dovrà tenere non più testi di diritto ed economia ma l’opera omnia di Maria Montessori.

LE FRIZIONI TRA PARTITI

Se però si vuole trovare proprio un motivo, se non nobile, almeno accettabile per la disfida della Befana, bisogna provare a indagare su qualche rapporto politico incrinato. Intanto Fratelli d’Italia: Squarta e Pace hanno ancora il dente avvelenato con la Lega per la questione disabili ed è difficile dar loro torto. Stavolta puntano al Piano sanitario ma non si capisce proprio per ottenere cosa.
Magari provano a segnare due gol tutti politici: prima di tutto, all’interno di Fratelli d’Italia, si smarcano sempre più dal leader regionale Franco Zaffini, che avoca a sè – da navigato segretario – tutte le trattative ma ha difficoltà a controllare i più scalpitanti nel suo partito in tumultuosa crescita. Secondo gol: FdI è e resta in competizione nella stessa area di consensi elettorali dove pesca la Lega, è indispensabile sottolineare sempre le differenze.

LA GIUNTA RESTA COSÌ

Per il resto chi parla di Squarta che vuol sostituire Coletto alla sanità evoca scenari da discesa dei marziani, anche perchè, in questo momento almeno, l’incastro sul quale si regge la Giunta regionale è un castello fatto di shangai: ne tiri fuori uno e cade tutto. Lo stesso discorso vale se a Fdi venisse in mente di entrare direttamente nel governo. Sarebbe – sempre al momento- come andare a votare in Georgia secondo Trump: uno sforzo inutile perchè si sa prima come va a finire e chi vince.
Sarà allora forse che la crociata contro i veneti invasori, promossa dal papa capogruppo Pd in Assemblea legislativa, Bori, ha fatto qualche seguace anche nella maggioranza? No, al momento proprio no, anche se un corso accelerato di simpatia aiuterebbe i vertici regionali della sanità.
Fin qui la politica. Per il risvolto amministrativo, non è possibile non sottolineare come il Governo regionale, soprattutto la presidente Tesei, vada a una velocità doppia di quella della sua maggioranza. La quale resta sistematicamente indietro sulle questioni basic ogni 3×2.

PARTE LA FASE 3

L’ulteriore dimostrazione di sfasamento tra Governo e la sua maggioranza? Ecco qua. Oggi arriva il commissario governativo a tutto Arcuri e fa un report su vaccini e richieste varie della Regione con Tesei, Coletto e Dario. Arcuri prenderà atto che, dopo un avvio altalenante, l’Umbria si è messa al passo con le quantità giuste delle dosi da somministrare (si è giunti al 68%) e magari dirà sì a qualche richiesta, visto che si è capito come sul Recovery fund, con questo Governo, le Regioni non toccheranno palla.
Ma verrà anche informato che in Umbria – e questa è la novità – parte con la fase 3 di contrasto al virus, preso atto che, oltre alla gran brutta storia dei 100 positivi alla Rsa Muzzi Betti di Città di Castello, sono più di 4mila gli attualmente positivi e sono tanti per una piccola regione come l’Umbria, nonostante diversi indicatori siano tornati nella norma, dopo l’impennata intorno a Capodanno. E tornerà comunque buono anche l’ospedale da campo (che visiterà Arcuri), così tanto indigesto all’opposizione (il papa Bori, su tutti).

LA TERZA ONDATA

La terza ondata del virus di fatto sembra a tanti ormai arrivata. La battaglia si combatte innanzitutto accelerando sui vaccini (il cui numero di dosi però Arcuri deve almeno quintuplicare, in tempi rapidi), mettendo in pista team in grado di lavorare 24 ore su 24, formati da persone che però non abbiano l’elemosina del lavoro interinale, ma un sostegno economico pari allo sforzo che si chiede loro. Se c’è un investimento che val la pena fare è quello sull’antidoto al veleno del virus, che altrimenti continuerà a moltiplicare i suoi enormi danni alla salute di tanti, all’economia del Paese e alla libertà di tutti.
Una nota finale a margine: si è iniziata in maniera massiccia la vaccinazione dei medici di base. I quali potrebbero così permettere già a febbraio di far diventare veramente di massa la campagna di vaccinazione. Che è poi la grande emergenza di questo momento.

POST SCRIPTUM

Ma visto che Arcuri, come leader di Invitalia, è coinvolto nel progetto, partito a Taranto, che chiamiamo per comodità della nuova Finsider, sulla presenza dello Stato nell’acciaio, perché non chiedergli se c’è un qualche progetto anche per il futuro delle Acciaierie di Terni? Magari ha voglia di rispondere. Hai visto mai.

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