Advertisement

Scuola e Arcuri, Tesei segna due punti e prenota un posto al Recovery plan. E in FantaGiunta si parla di Coletto promosso e Pace al suo posto

9 Gennaio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La mediazione della governatrice con la riapertura al 23, con lo screening a studenti e personale, spiazza il Partito ideologico della scuola. L’intesa col Governo apre la possibilità di premere sui progetti per l’Umbria-cerniera. Ma in maggioranza si pensa anche ad altro

di Marco Brunacci

PERUGIA – Con 295 casi positivi e un’incidenza rispetto ai tamponi dell’8.3%, quindi in risalita anche se decisamente migliore della media italiana, non è proprio il caso di lasciarsi distrarre da dibattiti uggiosi.

Advertisement

Contro il Covid è necessaria ancora la massima attenzione, in tutto quel (poco) che si può fare aspettando l’unica soluzione che è una campagna di vaccinazione di massa che sta ancora languendo ed è molto lontana dall’intravedersi all’orizzonte (ma se non si accelera attenti al fai-da-te, anche malavitoso).
In questo contesto la governatrice Donatella Tesei ha segnato due punti mica male.
Il primo: in virtù della sua mediazione è stata spostata la riapertura delle scuole superiori dell’Umbria al 23 (non il 31 come voleva Coletto, ma neanche l’11 come attaccava la solita sarabanda). Contro il Partito ideologico della scuola (Pids) Tesei ha schierato prima i numeri e poi una dose industriale di buon senso.

I NUMERI DELLA SCUOLA

La riapertura in presenza delle scuole superiori e delle Università ha portato a fine settembre-inizio ottobre un’impennata dei contagi concreta e verificabile (a chi pensa che sia il momento opportuno per prendere posizioni ideologiche andrà ricordato che, per dirne una, le discoteche erano chiuse dal 14 di agosto). Non è proprio il caso di riprovare. Non per partito preso, ma perché chi governa deve guardare le cose come stanno e, preso atto che si hanno così pochi strumenti a disposizione, cercare di porre i limiti dove si può.
Il colpo del ko a chi confonde le indispensabili precauzioni, in questo maledetto periodo, con la disattenzione per le esigenze sacrosante della cultura e della scuola, è arrivato dalla decisione della Giunta regionale di procedere allo screening (volontario) degli studenti e del personale che si potrà cominciare a fare in questi giorni, grazie a un milione trovato dall’assessore Agabiti, aperturista convinta. Messaggio: vi pensiamo, ma pensiamo anche ai vostri nonni e genitori, che incontrate a casa. Uniamo gli sforzi.

ARCURI CON VISTA RECOVERY

Il secondo punto segnato: la fredda determinazione a ottenere risultati concreti in questa fase (la vera fase 3 di contrasto al virus, dopo le prime due emergenze), spendendo rapporti personali e fiducia raccolta nel corso dell’esperienza politica e parlamentare in particolare. superando gli steccati dell’appartenenza politica.
Contro tutte le obiezioni dei duri e puri da cabaret e tutti gli arricciamenti di naso, ha ottenuto 8 milioni e il via libera a un progetto d’avanguardia di 44 nuove terapie intensive ottenute con moduli prefabbricati, dal re degli antipatici, commissario a tutto Arcuri, punta di diamante dell’odiato (dalla sua coalizione) governo giallorosso. Un cammeo di realpolitik in una fase dove (a destra come a sinistra) conta più la polemica un tanto al chilo dei risultati per la gente.
Ma soprattutto Tesei ha creato un varco dal quale avanzare proposte in favore dell’Umbria-regione cerniera, da inserire nel Recovery fund, appurato che le Regioni non toccheranno palla nel piano dei 209 miliardi dell’Europa. Che se una volta le scappa di dire “a pischiello”, pensi di avere il meglio della Lorenzetti (altro colore, altro periodo ma stesso pragmatismo) al comando.
Due gol e palla al centro. Ben inteso: il cammino è appena all’inizio. Verranno ben altri test. Ma perché buttar via quello che si è messo faticosamente in cascina?
La governatrice farà bene ad avere la massima attenzione ai parametri economici fin dai prossimi mesi. Lì si giocherà la sua credibilità. Ma intanto non si deve far sfuggire l’innalzamento della temperatura dei confronti interni nella sua maggioranza.
Al di là dei motivi del contendere – finora fanciulleschi – è chiaro che la partita degli equilibri in Giunta regionale è sempre lì, a un momento dal riaprirsi.

FIBRILLAZIONI E NUOVI EQUILIBRI

Il segretario regionale Zaffini, politico navigatissimo, non si lascia sfuggire occasione per marcare qualche distanza. E’ la tattica del blitzkrieg con la quale la Meloni sta indebolendo la Lega nel mentre si rafforza a vista d’occhio e di sondaggio.
Ma Zaffini è il primo ad avere problemi nel tenere a bada i più scalpitanti tra i puledri del suo partito in tumultuosa crescita. Prisco, Squarta e la Pace hanno già conquistato il palcoscenico e cantano da solisti e non nel suo coro.
In tanti stanno aspettando un passaggio che la scorsa estate sembrava quasi cosa fatta, ma che ora è tornato a popolare i sogni (o gli incubi) notturni di un pezzo di classe politica umbra.
Ecco qua: se l’assessore alla sanità Coletto, tornato in perfetta forma dopo il “passaggio Covid”, come lo definisce lui, avesse proposte per nuovi traguardi nazionali (lo abbiamo detto bene?), cosa succederebbe? Primo: lui, splendida persona che però magari in Umbria si sente un po’ sacrificato, sarebbe probabilmente contento. Secondo: Fratelli d’Italia non vedrebbe l’ora di piantare su una vertenza alla Lega che vale un anno e mezzo di rospi inghiottiti. I massimi esperti di fantaGiunta dicono che sarebbe la Pace la prescelta. Come direbbe Zaia-Crozza: magari farà arrabbiar qualcuno, ma rifletteteci su.

#coronavirus #umbria #covid19 #marcobrunacci #polepolitik

Advertisement