Perugia in lutto per la morte di Franco Bozzi. «Il prof? Mai visto arrabbiato, ci ha insegnato a credere in noi e a studiare da grandi»

18 Gennaio 2021

Il ricordo degli ex studenti e il cordoglio delle istituzioni

PERUGIA – Il sindaco Andrea Romizi e l’assessore alla Cultura Leonardo Varasano, insieme a tutta l’amministrazione comunale, esprimono il cordoglio della città per la scomparsa del professor Franco Bozzi, avvenuta nei giorni scorsi.

«Se ne va un punto di riferimento della cultura della nostra città, un intellettuale capace di spaziare, con i suoi studi e le sue opere, dalla storia all’arte, dalla politica e la società al teatro. Storico, insegnante e uomo di profonda cultura, il prof. Bozzi è stato attivo e prezioso animatore dell’Associazione Porta Santa Susanna. Per tutta la sua vita, inoltre, è stato animato da un significativo impegno politico, che lo ha portato anche a ricoprire incarichi istituzionali. Alla famiglia, la vicinanza del Comune di Perugia e dell’intera città».

Anche Anci Umbria, a nome di tutti i sindaci, «si unisce al dolore per la scomparsa del professor Franco Bozzi, figura di riferimento della cultura umbra, e più in generale italiana – si legge in una nota a firma del presidente Michele Toniaccini e del segretario generale Silvio Ranieri -. Uomo colto, riservato, dalle straordinarie doti umane e capacità professionali, Franco Bozzi ha lasciato un grande segno nella nostra società, in tutti noi: l’Umbria perde un pezzo importante della sua storia. Alla moglie, alle figlie, a tutta la famiglia, giungano le nostre più sentite condoglianze».
Un bel ricordo, carico di affetto, arriva anche dai suoi ex alunni della III A dell’anno 1992/1993 (nella foto). Dice Gemma Cerrito: «Ricordo ancora quando dissi al prof. Bozzi che volevo iscrivermi al corso di laurea in storia e filosofia. Ero molto insicura e non avevo fiducia nelle mie potenzialità. Lui con un sorriso mi rispose che se avessi studiato e mi fossi impegnata ce l’avrei fatta sicuramente. Ecco oggi sono passati 21 anni dalla mia laurea e penso che il più grande insegnamento che mi ha lasciato sia stato quello di credere sempre in me stessa». E Maria Letizia Margiotta: «Ricordo il suo sorriso, credo di non averlo mai visto arrabbiato o abbattuto. Per lui le gite e le uscite didattiche erano parte integrante del programma e scoprii che proprio fuori dalla classe capiva se avevamo recepito i suoi insegnamenti. Sapeva anche divertirsi e condividere con noi il divertimento. Veramente ci ha insegnato a studiare “da grandi”, con libertà e responsabilità».

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