La targa dedicata a 23 donne partigiane torna al suo posto

26 Gennaio 2021

Borghesi: «Tutti dobbiamo essere grati a queste donne eroiche che hanno fatto la storia»

PERUGIA – La Provincia di Perugia ripristina la targa commemorativa posta a ricordo delle donne perseguitate politiche sulle mura dell’ex carcere femminile di Perugia. Lo ha fatto martedì mattina rispettando le regole anti Covid, ma riservandosi di fare una vera e propria cerimonia quando possibile.

La Provincia di Perugia, su segnalazione dell’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti e dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, è venuta a conoscenza del grave danneggiamento della targa commemorativa dedicata alle donne perseguitate politiche, posta sulle mura dell’ex carcere femminile di Perugia per volontà dell’amministrazione provinciale nel 1979. L’iscrizione apposta sulla lapide è la seguente:

“SACRIFICANDO LIBERTÀ E AFFETTI
LE CONDANNATE DAL TRIBUNALE SPECIALE
QUI RINSERRATE
NEL GELIDO SILENZIO DI QUESTE MURA TENEBROSE
CONTRIBUIRONO A RICONQUISTARE ALL’ITALIA
CONTRO L’ODIOSA DITTATURA FASCISTA
DEMOCRAZIA E INDIPENDENZA
ASSICURANDO INSIEME ALLE SUE DONNE
BUON TITOLO ALLA PARITÀ DEI DIRITTI
DA SEMPRE LORO NEGATA
PER SUSSEGUIRSI DI EPOCHE E DI CIVILTÀ
I CITTADINI DEMOCRATICI DI PERUGIA
RICONOSCENTI
NE AFFIDANO LA MEMORIA E L’INSEGNAMENTO
ALLE GIOVANI GENERAZIONI
PROVINCIA DI PERUGIA
A.N.P.P.I.A
7 OTTOBRE 1979
RIPRISTINATA DALLA PROVINCIA DI PERUGIA E DALL’A.N.P.P.I.A. IN DATA 26 GENNAIO 2021”.

Alla cerimonia hanno partecipato Erika Borghesi in rappresentanza della Provincia di Perugia, Chiara Armenia Viceprefetto vicario, Edi Cicchi assessore alle pari opportunità del comune di Perugia, Alberto Stella e Carlo Chianelli iscritti Anppia, Francesca Candori docente Università di Perugia, Fulvio Brillo dirigente aggiunto di Polizia Penitenziale della nuovo complesso Perugia-Capanne.
«Clara Balboni, Anna Bazzini, Adele Bei, Maria Bernetich, Anna Bessone, Francesca Vera Ciceri Invernizzi, Cesira Fiori, Lea Giaccaglia, Ergenite Gili, Lucia Gobetto, Antonia Logar, Rosa Messina, Lucia Olivo, Marcellina Oriani, Anna Pavignano, Maria Maddalena Pizzato, Anita Pusterla, Camilla Ravera, Giorgina Rossetti, Carmelina Succio, Iside Viana, Valeria Wachenhusen. Nel ricordo di queste donne – ha detto Erika Borghesi – condannate dal Tribunale Speciale tra il 1928 e il 1943, per avere svolto attività antifascista, il 7 ottobre 1979 fu scoperta una lapide affissa sul muro di cinta del carcere di Perugia, dove erano state detenute. Tutti dobbiamo essere grati a queste donne 23 donne eroiche del partito comunista, che lottarono contro il fascismo. Tra queste, alcune dopo il carcere, hanno intrapresero l’impegno politico. Le donne antifasciste condannate dal Tribunale Speciale, in tutta Italia, dal 1927 al 1943, furono 161». «Queste erano le prime lotte delle donne per la democrazia libertà e parità di genere – ha detto Chiara Armenia – l’ideale di donna fascista era casalinga parsimoniosa e ignorante fattrice, silenziosa ombra del marito e madre dei futuri soldati da offrire alla Patria».
Edi Cicchi ha sottolineato che «quando si parla di guerra si pensa ad immagini al maschile ma la guerra l’hanno fatta anche le donne lavorando nei campi, nelle case con impegno, per sostenere gli uomini che erano al fronte».
Alberto Stella e Carlo Chianelli hanno ricordato che l’istituto Magistrale qui davanti è stato il punto di raccolta degli ebrei durante il fascismo, che dopo furono portati a Isola Maggiore. «Anche sulle mura di questa scuola – hanno concluso – andrebbe apportata una targa in ricordo di questo momento».

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