Inside/Il rilancio dell’Umbria parte dai trasporti: via ai treni veloci, tagli ai bus e i soldi (in arrivo?) dei privati far decollare gli aerei

15 Gennaio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Via libera alla Roma-Ancona, nuova Fcu, intese per l’alta velocità e la promessa scure dell’assessore Melasecche. Per chiudere il cerchio mancano solo 2 milioni di Camera di commercio Umbria col neopresidente Mencaroni

di Marco Brunacci

PERUGIA – In tempi di Covid, in attesa dei vaccini, si discute di ripartenza. Il focus tra Regione e Comuni è sui treni veloci e sugli aerei.

Obiezione: ma proprio adesso che lasciare una regione è solo un sogno? Risposta: e quando se no? Non appena il virus molla (e mollerà prima o poi, no?), sarà premiato chi si è attrezzato nei tempi bui.
Ecco spiegati i confronti di questi giorni, le trattative incrociate, i progetti, le prospettive che si aprono e i canali che si chiudono.

TUTTI IN CARROZZA

L’Umbria per ripartire monta sui treni veloci. Il Freccetta rossa da Perugia a Milano ci sarà ancora ad orari antelucani. Si tratta però anche per un altro collegamento. Ma ci sono pure opzioni diverse, tutto per rendere facile e veloce partire da Perugia e arrivare a Milano. E magari fare arrivare qualcuno da Milano.
Si prova ad ottenere una fermata del Frecciarossa a Orte per risolvere la questione del Sud dell’Umbria.
Mentre dal Recovery dovrebbe arrivare un bel regalo per l’Umbria-cerniera del trasporto nel centro Italia: la Roma-Ancona ad alta velocità, con Terni e Foligno sul tracciato, ha tutte le caratteristiche – quando sarà ultimata – per essere una svolta.
Ancora si tratta sui tempi e sui modi della ripartenza della Fcu, ma di questo diremo in altra sede. Si discute invece soprattutto di aerei e di autobus. Che c’azzeccano insieme? Più di quanto non si pensi.

PRONTI PER IL DECOLLO

Allora, ripartendo dall’aeroporto. La presidente Tesei ha terminato la prima fase dell’operazione Sase, ha messo alla cloche di comando il generale Panato, e si attendeva – par di capire dagli ultimi movimenti in Regione – maggior entusiasmo da parte dei soci, pubblici ma soprattutto privati, avendo il – finora – bistrattato aeroporto le carte in regola per decollare.
Quel che manca sono i soldi sufficienti per fare il salto di qualità. Si obietterà: e vi sembra poco? Non è poco, ma il punto è un altro: stavolta, rispetto al passato gramo, ci sono le premesse perché gli investimenti in trasporto aereo abbiano una prospettiva di sviluppo reale, in questa regione che degli aerei ha un bisogno assoluto per il suo turismo e per uscire dall’isolamento.
Allora, conti alla mano: un aeroporto che vuol arrivare a un traffico annuo di passeggeri (appena il virus molla) di non meno di 600mila unità, non può mettere sul piatto solo due milioni di euro. Ne servono più del doppio. Facciamo 5 (che poi sono quelli che sono stati investiti nelle Marche, con l’apporto determinante di un industriale illuminato come Guzzini). Lavorando su questa cifra: la Regione è pronta a tirar fuori la sua parte e va poi da sé che i Comuni di Perugia e Assisi devono ritoccare il loro apporto, ma non sarà con i loro soldi che si decolla.
Tocca ai soci privati l’onere maggiore. E, per dirla tutta, si conta un po’ sul desiderio di continuare a investire in Umbria di Unicredit, come pure sulle benevoli attenzioni di Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, ma gli occhi sono tutti puntati sul socio al 40% che è Camera di commercio di Perugia.

CAMERA DI COMMERCIO NUOVO CORSO

Qui facciamo una pausa e proponiamo pure un flashback. La pausa per ricordare che Camera di commercio di Perugia da ieri è pronta per diventare, con 33 soci e il decreto della presidente della Regione Tesei, Camera di commercio dell’Umbria, dopo la fusione con Camera di commercio di Terni.
Il flashback: per chi si fosse perso, la settimana scorsa, l’approfondimento di Cityjournal sulla situazione della corsa alla presidenza della Camera unica regionale, rimettiamo in scena personaggi e interpreti: Giorgio Mencaroni, storico presidente di Perugia, dopo aver retto senza eccessivi patemi all’offensiva (soprattutto mediatica) del presidente di Confindustria Alunni, è pronto a essere investito a fine mese re anche di Camera di commercio Umbria, avendo tutti i numeri dalla sua parte. Politica umbra e amministrazioni non hanno – diciamo così – fatto nulla per evitare questa eventualità e se è stato richiesto un parere non lo hanno dato certo negativo.
Tornando all’oggi, aspettando la cerimonia di insediamento di re Giorgio, Camera di commercio Umbria è chiamata alla sua prima scelta strategica. Potrà dire di no a un investimento, di concerto con la Regione, che promette di mettere le ali ai piedi al determinante settore del turismo e al commercio collegato? I malumori (eventuali) che dovessero esserci a Terni per la nomina dell’eterno perugino, potranno davvero essere un impedimento in una operazione sacrosanta per il rilancio dell’Umbria post Covid, con la concreta prospettiva di avere un collegamento-taxi con un grande hub internazionale (Monaco di Baviera) per riavvicinare il mondo e voli per destinazioni strategiche in Italia e in Europa? Sarà così difficile trovare per Camera di commercio Umbria, diciamo, 2 milioni, poco più poco meno, per star dentro la partita e reggere la sfida?

BUS, QUANTO CI COSTI

Se qualcuno dovesse obiettare che 5 milioni per un piccolo aeroporto sono tanti, deve essere messo al corrente di quanto costa alla Regione dell’Umbria il trasporto su autobus, che non è esattamente il volano per lo sviluppo e il sistema Tesla del futuro innovativo. Allora, mettetevi seduti: la Regione Umbria si priva di 26 milioni di euro all’anno, in buona parte usati per mandare qua e là per l’Umbria, tra valli e colline, tristi navicelle da 50-60 posti semivuote o vuote del tutto. Per ogni navicella si immagina una quotidiana piccola odissea nello spazio, ricca di interrogativi senza risposta e perfino un po’ angosciosa, tra Stanley Kubrick e il Dino Buzzati del Deserto dei Tartari.
Se il sistema di bus non è Tesla, però l’assessore al ramo, Enrico Melasecche, ad onta dei 72 anni, ci tiene invece a essere innovativo quasi come Elon Musk, quindi di sicuro è pronto a fare dei tagli, ancora non fatti (magari causa Covid, con relativi impicci e polemiche pretestuose – da parte del Pids, partito ideologico della scuola – sul trasporto scolastico), ma da lui stesso annunciati a inizio mandato.
Sarà forse uno scontro (probabile) con il forte sindacato di categoria a intimorire l’inarrestabile assessore? E’ da escludere, no?
Conclusione: con i treni veloci e avveniristici che finalmente solcano l’Umbria, con gli aerei che volano con un senso compiuto in Europa e in Italia, i bus concentrati sulle mission possibili e a costi ragionevoli, stai a vedere che dall’isolamento dell’Umbria nasce un sistema di trasporti all’avanguardia. Hai visto mai?

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