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Il solito Rt condanna l’Umbria all’arancione, difficile sottrarsi. Scuola, Giunta divisa. Tesei pronta a mediare: difficile la ripresa l’11

7 Gennaio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Vaccinazione di massa lontana, serve un cambio di passo del Governo che però intanto manda le siringhe sbagliate. Arcuri promuove l’Umbria “Regione virtuosa” nella lotta al Covid e la presidente si prende una soddisfazione politica

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il solito Rt, il criterio più scombiccherato del mondo se applicato ai numeri piccoli delle piccole Regioni, condanna l’Umbria alla zona arancione per non meno di due settimane. Infatti ha superato di pochissimo, in riferimento agli ultimi 14 giorni (la cui media fa testo), l’1.

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L’1 è la nuova frontiera superata la quale si finisce impiumati e cosparsi di arancione dal Governo (prima dell’ultima, restrittiva bolla pontificia Speranza-Boccia, la frontiera era all’1,25). Se l’Iss domani non si inventa qualcosa, magari una specie di grazia, l’Umbria richiude bar e ristoranti che sono diventati Tira-e-molla e che non ci fosse da piangere sarebbe da farci una risata. Per altro la zona gialla attuale prevede comunque il divieto di fare incetta di parenti a tavola e vieta incontri in ogni dove e comunque valgono tutte le indicazioni previste per l’arancione tranne per bar e ristoranti, i quali, per altro, in arancio fanno asporto e delivery.
Tra le tante riflessioni pensose che in giro per il mondo si ascoltano, ci sarà qualcuno che comincia a chiedersi se il lockdown, nei modi in cui è possibile farlo in una società industriale avanzata, serva a poco, ma proprio a poco, contro il virus e magari ne ritardi e rimandi solo gli effetti letali sulle categorie di umani che intende colpire? Mah. L’Italia è il quinto Paese al mondo per decessi e di sicuro il primo (anche se non c’è una classifica precisa) per lockdown effettuati. Vorrà mica dire qualcosa?

POCHI VACCINI E SIRINGHE SBAGLIATE

Però non sono i grandi interrogativi oggi a spaventare, ma quelli piccoli e concreti. La vaccinazione di massa è il problema dei problemi e va risolto in tempi rapidi. O si rischiano derive anche malavitose. Il commissario Arcuri ha mostrato a Perugia di aver chiaro in mente che le dosi vanno moltiplicate almeno per 5 entro gennaio. Vediamo. Per altro, Arcuri ha anche sostenuto che l’Umbria è una Regione virtuosa nella lotta al Covid, anche se ha ugualmente mandato qui un po’ di siringhe che non funzionano per iniettare il vaccino. Ma non si può avere tutto, no?

SBANDAMENTI SULLA SCUOLA

L’altro interrogativo piccolo e concreto ma ormai angoscioso – visto che anche il Governo centrale ci sbanda sopra come fosse su una lastra di ghiaccio – è il seguente: riaprirà la scuola in presenza al 50% l’11 gennaio. In Umbria difficile, molto difficile. Ma il confronto è in atto. Le posizioni in Giunta regionale: Coletto è per rinviare a fine mese, Agabiti per partire subito, ma anche Morroni è tentato. Melasecche, in ogni caso, è pronto fuori con il bus e la marcia innestata. Fioroni, sarà che qualcosa dell’ipocondriaco ce l’ha, vorrebbe soprassedere. Fin che si può.
La povera presidente Tesei, che ieri si è presa i complimenti di Arcuri (e i suoi 8 milioni di contributi) per un progetto di moduli prefabbricati per 44 terapie intensive che sono un fiore all’occhiello della tecnologia sanitaria, è pronta oggi alla mediazione. Dicono ce l’abbia già in mente, ma prima vuol fare un passaggio istituzionale con i prefetti. Difficile ripartire l’11, tenendo presente che tener chiuse le scuole superiori (altro che le discoteche) è l’unica forma di lockdown che ha dato qualche risultato verificabile e concreto. Poi, se il Partito ideologico della scuola (Pids) ne fa una ragion di Stato, si vedrà.

ULTIME NOTIZIE DAL KINDERHEIM

Poteva mancare in un dibattito così serrato un comunicato che non c’entra alcunchè con le questioni serie sul tappetto da parte della maggioranza in Assemblea legislativa? Impossibile. Ci ha pensato il gruppo della Lega. Se si mettono a contendere palette e secchielli con il gruppo di Fratelli d’Italia è la fine. Emergenza. Chi può intervenga.

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