«Grancasa, i 30 licenziamenti non passino sotto silenzio»

22 Gennaio 2021

L’appello dei sindaci Betti e Chiodini: siamo al loro fianco, ma servono politiche attive del lavoro

CORCIANO (Perugia) – «I licenziamenti e la crisi di Grancasa non passino sotto silenzio. L’attenzione delle istituzioni e delle parti sociali rimanga alta. Il numero considerevole di dipendenti coinvolti, tutelati da un solo anno di cassa integrazione e ancora lontani dalla pensione, merita un forte impegno della Regione Umbria in termini di politiche attive del lavoro.

Come sindaci di Corciano e Magione siamo al loro fianco in questo difficile epilogo per uno dei luoghi commerciali più conosciuti e apprezzati del territorio». Cristian Betti, sindaco di Corciano, comune dove ha sede il negozio Grancasa, e Giacomo Chiodini, sindaco di Magione, territorio di confine con molti concittadini tra il personale addetto, lanciano un appello affinché «gli oltre 30 licenziamenti del negozio di Taverne restino centrali nelle questioni sul lavoro». «La situazione occupazionale in Umbria – sottolineano i sindaci di Corciano e Magione – è critica. A causa della pandemia il settore del commercio non alimentare vive una condizione di arretramento percepibile da tutti noi. La vicenda di Grancasa rientra in questo contesto e merita la massima attenzione. È per questo che facciamo appello alla Regione Umbria affinché metta al servizio di questi lavoratori i migliori strumenti possibili in termini di politiche attive del lavoro, anche in considerazione del solo anno di cassaintegrazione al momento riconosciuto dal Ministero dello sviluppo economico». Il negozio rimarrà aperto fino alla fine del mese. I sindaci hanno avuto modo di incontrare i dipendenti e di offrire loro la massima disponibilità e collaborazione.

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