Giostra Covid, il Cts: riaprire la scuola subito, ma fate voi. L’Umbria per ora conferma il 25. Lo screening? Avanti piano

17 Gennaio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Scaricate le responsabilità sulle Regioni. A fine settimana si vedrà, in attesa di vedere più entusiasmo per i tamponi rapidi messi a disposizione. Vaccini, per la regione nessun taglio. E da domani somministrazione delle seconde dosi

di Marco Brunacci

PERUGIA – Giostra Covid. È il momento dello “speriamo che arrivino i vaccini”, che non sarà una grande scelta strategica, ma altro non c’è. Perché i lockdown, come possono essere realizzati a 10 mesi dall’inizio della pandemia, sono sempre meno efficaci, i numeri vanno per conto loro ed è difficile spesso dar loro un senso.

Il massimo succede nella scuola. Il Cts – tecnici e scienziati della task force del ministro Speranza – radunato di urgenza ha concluso, inderogabilmente (più o meno), che ci sono le premesse (quali? dove?) per tornare a scuola, anche per le superiori, non meno del 50% fino a un massimo del 75%. E però ognuno può decidere per sé. Per essere precisi: gli esperti del Cts hanno “ribadito” al ministro della Salute, che bisogna “garantire la didattica in presenza in tutti i cicli”. Ma, ecco, pronti, alla riga successiva, ad ammettere che ci sono differenze per il livello dei contagi a seconda delle Regioni. È la prima volta che questa ammissione viene fatta per iscritto.La conclusione? Non ci sarà nessuna ordinanza nuova del Governo, ma si chiede genericamente, là dove possibile, un ritorno in presenza tra il 50 e il 75 per cento. Dando per scontato che ognuno farà come già deciso. E continuerà a farlo, secondo esigenze.

AZZOLINA FELICE, DI COSA?

Però questa decisione fa contenta – nessuno capisce per quale motivo – la ministra Azzolina, riaperturista convinta e plurisconfessata un po’ da tutti gli altri ministri e dai governatori di Regione. E allora: l’Umbria farà il suo iter come le altre Regioni e riaprirà il 25 gennaio, prendendosi le proprie responsabilità e cercando di combattere il virus con le poche armi che si hanno, visto che il Cts nella riunione straordinaria inutile, però, non ha mancato di sottolineare che i contagi negli ultimi giorni sono, sì, saliti di molto, ma non di moltissimo, e questo solo grazie ai provvedimenti che loro hanno suggerito. È chiaro a tutti che un gioco di questo genere è sempre più inutile, oltre a poter essere fatto sempre e comunque, non essendoci possibilità di controprova. Il Cts non ha invece spiegato se stiamo vivendo un prolungamento della seconda ondata del virus, in attesa della terza ondata. O se la terza ondata è già partita. O se sta succedendo ancora qualcos’altro. Con questo confermando la sensazione che – ahinoi – si sta procedendo a vista contro un nemico che è pure invisibile.

SCREENING AVANTI PIANO

Oltre a prendersi le proprie responsabilità riaprendo il 25 le scuole superiori, l’Umbria ha anche promosso uno screening per permettere a studenti e professori e personale della scuola di verificare la loro situazione Covid. Al momento però si procede avanti piano. Sembra evidente che a fine settimana dovrà essere fatta una nuova valutazione. Senza escludere la possibilità di un nuovo rinvio, soprattutto se non c’è un raffreddamento della curva dei nuovi casi, che restano troppo alti per la piccola Umbria.

VIA ALLE SECONDE DOSI

Ultime dal fronte vaccini, l’unico nel quale sperare. L’Umbria è tra le sei regioni che non avrà tagli di dosi, dovute al rinvio di consegne della Pfizer. Ed è molto importante perché la regione ha mantenuto un livello di vaccinazioni elevato (oltre 78%, sopra la media nazionale con 13.156 cittadini coinvolti) ma iniziava a temere di dover stoppare le somministrazioni delle seconde dosi. Che invece partiranno già da oggi.

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