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Gestiva una piazza di spaccio: arrestata la donna che vendeva “supplì” di cocaina

5 Gennaio 2021

L’operazione della polizia di Assisi

BASTIA (Perugia) – Aggressiva e determinata, gestiva una piazza di spaccio molto redditizia, arrivando a minacciare di morte i clienti che non pagavano i “supplì”, cioè le dosi, di droga. Dal 2018 e finché non è stata arrestata dalla polizia.

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All’alba di martedì mattina personale del Commissariato della polizia di Stato di Assisi, diretto dal vice questore aggiunto Francesca Di Luca, a seguito di una lunga ed articolata attività di indagine, ha proceduto all’esecuzione dell’ordinanza di sottoposizione agli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Perugia, nei confronti di una donna italiana di 32 anni, residente a Bastia Umbra e risultata priva di precedenti. L’attività, partita nello scorso mese di agosto, ha visto gli uomini dell’Ufficio Anticrimine del commissariato, impegnati, in una tarda serata estiva, in una lunga attività di osservazione e pedinamento, grazie alla quale sono riusciti a rilevare una cessione di cocaina, effettuata dalla donna in favore di un cliente. In tale occasione, si vedeva la spacciatrice uscire dalla propria casa per dirigersi verso l’agenzia di sala scommesse, ubicata nella zona di Santa Maria degli Angeli, da lei gestita. La stessa donna, poco dopo, usciva dal locale in questione e, a bordo di un’autovettura, si dirigeva verso il centro cittadino dove ad attenderla si faceva trovare un uomo fermo all’interno della propria auto. L’uomo dall’interno del mezzo, con il finestrino abbassato, dopo aver parlato con la donna, si faceva consegnare nelle proprie mani un oggetto e, contestualmente, porgeva un altro oggetto nella mano della donna.

Gli investigatori, una volta che la donna si è allontanata, hanno deciso di fermare quello che poi si è rivelato il cliente della signora, il quale, a quel punto, spontaneamente ha deciso di consegnare ai poliziotti quanto ricevuto: una dose da un grammo di cocaina. Il recupero della sostanza e il lavoro sinora svolto ha permesso agli agenti di intraprendere una preziosa attività tecnica grazie alla quale si è scoperta una significativa piazza di spaccio gestita dalla 32enne. Le indagini hanno permesso di appurare che la donna risultava possedere un profilo caratteriale, per quello che riguarda l’attività di traffico e spaccio da lei gestita, estremamente aggressivo, rivelandosi una donna senza scrupoli e determinata, anche attraverso vere e proprie minacce e condotte estorsive, a nel recupero, a saldo, dei debiti maturati dai propri clienti relativi a pregresse cessioni insolute. La donna organizzava la propria attività di spaccio gestendo le cessioni di droga mai in un solo punto bensì variando le location come ad esempio nei pressi della sala scommesse da lei gestita, nelle vicinanze della propria abitazione dove, a volte, i clienti lasciavano i soldi da corrispondere, circa 70 euro a dose, nella cassetta della posta. Gli agenti del commissariato di Assisi sono riusciti ad accertare oltre un centinaio di cessioni di stupefacente, ricostruite nel corso delle indagini che, hanno dimostrato altresì, la significativa quantità di droga movimentata a partire dal 2018 sino ad oggi, i numerosi acquirenti della zona ormai fidelizzati e la facilità di approvvigionamento delle dosi di stupefacente chiamato in codice dalla donna, con fantasia gastronomica, “supplì”. Sulla base dei gravi indizi di colpevolezza emersi dalle indagini, il gip ha emesso l’ordinanza cautelare degli arresti domiciliari nei confronti della donna, la quale veniva eseguita all’alba dagli agenti del commissariato. La 32enne è stata anche indagata per il reato di estorsione commesso nei confronti di due clienti, costretti, dietro pesanti e consistenti minacce di morte, a consegnarle la somma di oltre 100 euro, quale corrispettivo per precedenti cessioni di cocaina non saldate. Gli uomini del Commissariato contestualmente hanno perquisito l’abitazione della donna e la sala scommesse. La prima dava esito positivo in quanto, all’interno di un barattolo di vetro, nascosto in camera da letto, venivano rinvenute infiorescenze di marjuana e circa 70 involucri di cellophane termosaldati svuotati della sostanza stupefacente tipo cocaina, presumibilmente precedentemente contenuta.

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