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Dopo Oxford, uno studio svizzero conferma: «Scuole chiuse, uno dei principali argini alla diffusione del Covid»

10 Gennaio 2021

In Umbria il tasso di positività è in rialzo (10.2%) con 257 contagi su 2522 tamponi e 8 sono i morti. Confermando che si è ancora in Fase 3 di lotta al virus e che è stato quanto mai opportuno il rinvio delle riapertura delle Superiori al 23 gennaio

di Marco Brunacci

PERUGIA – Avete presente l’uggioso dibattito sulle riapertura delle scuole superiori in Italia, col tentativo di far passare per incolti insensibili ai cruciali temi della formazione chi si oppone a scelte improvvide?

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In Umbria la svolta c’è stata venerdì scorso con la decisione (di buon senso) della presidente Tesei di rinviare la ripartenza delle Superiori in presenza al 23 gennaio, sperando che nel frattempo si raffreddi la curva del contagio. Ma restano quelli del Partito ideologico della scuola a puntare il dito, come se fosse un’iniziativa dovuta a convinzioni e non a considerazioni pratiche rispetto a problemi specifici da diffusione del Covid.
E allora sarà bene sottolineare che uno studio condotto a Oxford su 41 diversi Paesi del mondo già a metà dicembre aveva portato alla conclusione che chiudere le scuole era utile per un taglio rilevante alla mobilità delle persone e alla possibilità di assembramenti e incontri in generale con relativa diffusione del contagio. I risultati di questo studio erano stati pubblicati da una delle riviste scientifiche più accreditate al mondo, Science.
Ma ora c’è un altro studio che conferma tutto. Arriva dalla Svizzera. Si afferma che aver tenuto le scuole chiuse da marzo ha permesso di limitare la circolazione del virus e di contenere quindi i contagi. Lo studio è del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ) e lo riportano Le Matin Dimanche e SonntagsZeitung.
Lo studio si è basato sui dati forniti dagli operatori telefonici elvetici e ha stabilito che la chiusura delle scuole a metà marzo ha portato a una riduzione della mobilità del 21,6% nel periodo preso in considerazione. Uno dei curatori della ricerca ha concluso: «Con la chiusura delle scuole i genitori sono restati sempre più spesso a casa. Ciò ha influenzato la mobilità e il numero di infezioni». Aiutando a porre un qualche argine al contagio.

#coronavirus #umbria #covid19 #marcobrunacci

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