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Covid, per il ministro Speranza l’Umbria ad alto rischio arancione, stavolta difficilmente si salva ma vaccini sempre in ritardo

13 Gennaio 2021

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Continua il semaforo dei colori, con pochissime variazioni pratiche (ormai riguarda praticamente solo bar e ristoranti) e con modesti risultati nella lotta al virus. Si cambia da lunedì, con nuovo dpcm (crisi di Governo permettendo)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il ministro (in bilico) della salute Speranza lo ha detto chiaramente in Parlamento: «Ci sono dodici Regioni ad alto rischio». Tenendo presente che ce ne sono cinque già in zona arancione, faceva prima a indicare quelle 2-3 che sono candidate a salvarsi, restando in zona gialla.

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E allora: l’Umbria torna sul confine, pronta a diventate zona arancione (meglio di altre 2-3 regioni che finirebbero, guidate dalla Lombardia, in zona rossa). Crisi di Governo permettendo, è atteso per venerdì l’ulteriore dpcm (si potrà fare col Governo dimissionario? mah, però non sembra che sia questo il periodo per fare grandi disquisizioni sulla costituzionalità dei provvedimenti). Il dpcm dovrebbe stabilire che l’Umbria, ancora una volta tradita dall’Rt, ma stavolta anche dai numeri cresciuti delle terapie intensive e dai posti nuovi che arriveranno solo tra qualche settimana, da lunedì (ma il week end non si salverà per precedente dpcm), è zona arancione.

I NUMERI IN CHIAROSCURO

I numeri di oggi sono in chiaroscuro. Ricoverati stabili, con meno terapie intensive ma sempre 51, morti di nuovo in calo a 4, ma casi oltre 300 con aumento all’8,8% del tasso di positività, a sorpresa non lontano dalla media italiana.
La Fondazione Gimbe tiene l’Umbria al confine rispetto ai numeri sul tasso di casi rispetto a 100mila abitanti.
Ma la conclusione fa sempre pendere l’Rt di un soffio sopra l’1. Abbastanza per l’arancione. Salvo essere di nuovo salvati in extremis.
Per altro, a tutti è chiaro che il gioco dei colori serva sempre meno nella lotta al Covid. E anche la vita delle persone viene modificata relativamente. Per la memoria di tutti si ricorda che in ogni caso e con ogni colore gli spostamenti tra regioni sono vietati, che resta valida l’indicazione che solo 2 (più bambini) possono essere i parenti e amici ospitati in casa e che i bar dopo le 18 non possono fare asporto.

SEMAFORO DEI COLORI E VACCINI

Il cambio di colore quindi in realtà modifica solo l’apertura a pranzo di bar e ristoranti. Non una gran cosa.
Il sospetto che questo irritante semaforo contro il Covid, oltre ad avere risultati molto relativi, serva a fare in questo frangete solo “ammuina”, quel che serve per non parlare dei gravi ritardi sull’unico fronte lungo il quale bisognerebbe dispiegare ogni forza e battersi allo stremo, che è quello dei vaccini, perchè è lì dove si può vincere.
Però far partire una vera campagna di vaccinazione di massa è ben diverso dal chiudere qualche bar. Di vaccinazione parliamo tra poco in un’altra Pole politik.

#coronavirus #umbria #covid19 #marcobrunacci #polepolitik

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