Perugia non avrà il suo borgo fantasma, monumento al degrado: è svolta per l’area dell’ex policlinico di Monteluce

20 Dicembre 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Quattro banche hanno dato il via libera. Sarà l’Amco a entrare in gioco. Resta il nodo dei fornitori per arrivare al closing dell’operazione. Interventi su edifici e appartamenti per riportarli sul mercato. Il primo successo della Regione

di Marco Brunacci

PERUGIA – Perugia non avrà il suo borgo fantasma, monumento all’imperizia, marchio del degrado. Cityjournal aveva segnalato la delicatissima questione qualche mese fa, aggiungendo che era in corso la ricerca (frenetica) di un cavaliere bianco che facesse tornare la speranza nella zona ed evitasse l’affronto alla città.

Bene: ora c’è di più di un cavaliere bianco. In verità manca ancora qualche firma, ma la svolta c’è stata: lo storico complesso di Monteluce, l’ex policlinico, decisivo per la tenuta e per un eventuale futuro sviluppo di Perugia nord, è pronto a entrare nell’Amco, uno strumento di “finanza paziente”, studiato per incidere bubboni con un patrimonio immobiliare in teoria rilevante, ma di fatto inutilizzabile in tempi brevi e senza ulteriori investimenti.
Avrebbero accettato di contribuire a risolvere la crisi del complesso immobiliare, così importante per la città, Banca Intesa e Unicredit, Banco Desio e anche Bnl.
Il Fondo, al quale era stata affidata Monteluce e che l’aveva in carico per un valore di 43 milioni, è pronto a tirare giù serranda e a chiudere bottega con un patrimonio azzerato, per aprire una nuova fase, si immagina, con altri personaggi alla guida.
Sul passato si tornerà a discutere e recentemente se ne è interessata anche la Corte dei Conti, l’importante però è il futuro. La Amco avrebbe tra le mani alcuni edifici, un grande parcheggio, 80-100 appartamenti, per i quali è necessario fare ulteriori investimenti, che, per una società così grande e capitalizzata, non sono però un gran problema. Secondo qualche nasometrica previsione, basterebbero un paio di milioni o poco più per preparare in un tempo ragionevole le proprietà cedibili e farle tornare sul mercato immobiliare (magari non a 4200 a metro quadro, come si ventilava qualche anno fa, ma almeno a 1500-1800).
Se tutto va in porto, ci si è di fatto fermati sull’orlo del default. Quanto sia importante per Perugia lo abbiamo detto, resta da spiegare che manca un passo per arrivare invece al closing dell’operazione (che potrebbe giungere, secondo i migliori auspici, tra non molte settimane): convincere i fornitori ad aderire al piano e non è soltanto una formalità. In verità c’è anche una banca tedesca coinvolta nel Fondo (Areal bank) che ha deciso di rimanere alla finestra. Convincerla sarebbe utile, anche se è chiaro a tutti che qui siamo di fronte a una prospettiva concreta di soluzione che ormai, particolare in più o in meno, ha tutte le garanzie per andare a buon fine. Si è saliti a un livello superiore rispetto al cavaliere bianco, qui si tratta, con ogni evidenza, di una “operazione di sistema” che utilizza la finanza paziente per evitare ricadute traumatiche per cittadini ed enti locali.
La tela tessuta dalla Regione nuova gestione, con pazienza, in questi mesi, per rimediare a un grosso azzardo e preparare una via d’uscita, ha dato i risultati. La svolta è cosa fatta. Non ci sarà un quartiere fantasma a Perugia. Salvo incidenti non prevedibili e comunque altamente improbabili visto che tutti hanno ora ben capito l’importanza della posta in palio.

#perugia #monteluce #marcobrunacci #polepolitik