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Ospedale da campo, il progetto Bankitalia ha preso forma, 2000 metri quadri per l’emergenza. L’ipotesi di usarlo subito anche per vaccinazioni

30 Dicembre 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La presidente Tesei sottolinea che averlo, per la Regione, è un tassello fondamentale per la lotta al Covid, in questa nuova fase con numeri di nuovo in salita, ma l’opposizione continua nella polemica su costi e utilità

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’ospedale da campo, progetto della Banca d’Italia per la Regione dell’Umbria, che tanto avrebbe aiutato la sanità umbra nell’inizio rapidissimo e tremendo della seconda ondata ad ottobre, ma che è stato subito fatto oggetto di polemiche di ogni genere, torna in scena come motivo di ulteriore attrito con l’opposizione.

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Inutile continuare a sottolineare che il progetto vale per il futuro della sanità, sperando che serva il meno possibile per il presente, insistendo che è un progetto di Bankitalia, finanziato da Bankitalia, che non è esattamente un ente di parte (sono tutti d’accordo, anche nel Pd umbro, o no?) e che Bankitalia è molto soddisfatta della realizzazione (lo ha ribadito in queste ore), con 2mila metri quadri che sono a disposizione per lavorare in emergenza. E allora ecco la governatrice Donatella Tesei che ha visto la struttura, che ora può essere resa operativa, secondo necessità, e che mette disposizione 12 preziose terapie intensive. «L’ospedale – ha detto Tesei – non è solo l’ennesimo e basilare tassello del piano di salvaguardia regionale, ma rappresenta anche un valore aggiunto per l’Umbria anche in chiave non Covid. Si tratta, infatti, di una struttura che arricchisce qualitativamente la dotazione della Protezione Civile umbra, che potrà essere utilizzata in futuro in caso di eventuali situazioni emergenziali potendo essere collocata dove ve ne sarà necessità. L’ospedale può contare su 38 posti letto di cui 12 di terapia intensiva, 16 sub intensiva e 10 di degenze ordinaria. Ringrazio – ha concluso la presidente – la Banca d’Italia per aver creduto ed investito in questo progetto e tutte le strutture regionali impegnate nella sua progettazione e nella realizzazione». La presidente ha poi colto l’occasione per visitare l’ambulatorio allestito presso la struttura ospedaliera per le vaccinazioni, dove ha salutato il personale presente.

Le caratteristiche dell’ospedale da campo. L’appalto ha riguardato la fornitura “chiavi in mano” di tutte le attrezzature e i dispositivi sanitari per l’allestimento dell’ospedale da campo di proprietà regionale idoneo a gestire sia emergenze di tipo sanitario che di protezione civile in genere. La formula di fornitura “chiavi in mano”, adottata per questo appalto, – continua una nota della Regione – ha avuto lo scopo di pervenire ad un progetto di fornitura unitario complessivo che integrasse la scelta dei singoli elementi, tenendo conto delle dotazioni esistenti, massimizzando l’efficacia e l’affidabilità della soluzione proposta, pronta all’uso, anche nell’ottica della sicura, funzionale e agevole trasportabilità, stivaggio, conservazione e riutilizzo dell’intero blocco ospedaliero o in moduli, affinché potesse essere tempestivamente messo a disposizione nelle situazioni di emergenze di immediato soccorso, eventualmente, in affiancamento alla rete ospedaliera istituzionale. Come sottolineato dalla Presidente Tesei, il cuore del progetto ha riguardato la messa a disposizione di un totale di 38 posti letto per degenze di vario tipo: 12 posti letto di terapia intensiva, 16 posti letto di sub intensiva/infettivologia, 10 posti letto degenze ordinarie. Un padiglione può essere utilizzato per poliambulatori, sala infermieri e in caso di disastro aumentare di ulteriori 10 posti letto le degenze. In origine, la fornitura doveva esser montata in una area idonea ai fini del collaudo e poi successivamente smontata. La situazione emergenziale in cui si è trovata la Regione al momento dell’aggiudicazione- continua la nota della Regione – ha reso necessario modificare tale procedura ed è stata individuata un’area prospiciente l’Ospedale di Perugia ove non solo collaudare la fornitura ma anche metterla immediatamente in servizio. Da quel che si sa , potrebbe venir utilizzata , almeno in parte, e qualora non ci sia una emergenza terapie intensive tale da renderne necessaria l’attivazione in toto, per la campagna di vaccinazione, qualora si arrivi ad un rilevante numero di somministrazioni.

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