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La palestra comunale di Sant’Erminio utilizzata come ricovero per i senza dimora

«Non si toglie un diritto per garantirne un altro»

di Vanni Capoccia – Perugia Umbria Mondo

PERUGIA – Era già successo durante il precedente lockdown; eppure nonostante i mesi avuti a disposizione, pur sapendo che una seconda ondata della pandemia era molto probabile e che l’inverno e il freddo sarebbero ineluttabilmente arrivati non sono riusciti a programmare nulla.

Ora presi dall’emergenza impediranno di nuovo alla Associazione Polisportiva Monteluce di programmare le sue attività e a bambine e bambini, a giovani, a studenti fuori sede dell’Università di Perugia di fare sport quando le condizioni lo consentiranno in una società rionale arrivata con il volontariato, lo spirito e la disponibilità dilettantistici degli atleti a far disputare a un quartiere di Perugia un campionato nazionale di pallavolo e a tanti e tante giovani di Perugia di svolgere un’attività sportiva in situazione protetta come avviene da cinquant’anni. Il rischio che la Polisportiva dopo cinquant’anni di attività – è riduttivo considerarla solo sportiva perché il ruolo che ha avuto fino a oggi è anche sociale – ponga fine al suo ruolo al servizio dei giovani non solo di Monteluce-Sant’Erminio ma del centro storico e di tutta Perugia Nord è altissimo.
Tutto questo in un quartiere che già aveva dato il suo contributo a questo problema, da tempo indebolito, fortemente penalizzato dalla chiusura del policlinico, dal fallimento del progetto della Nuova Monteluce, dall’invecchiamento degli abitanti nel quale i risultati ottenuti e l’attività svolta dalla Polisportiva Monteluce sono da decenni un fatto concreto e un segnale di speranza. Tutte e tutti hanno il diritto a un riparo ma non si toglie un diritto, quello di fare sport, per garantirne un altro. I diritti non devono l’un l’altro annullarsi ma l’uno all’altro sommarsi.

#perugia #santerminio #coronavirus

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