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La nuova Medicina per tornare grande punta tutto su Talesa. Il compito? Svolta nell’amministrazione, bonifica dei veleni, colpi d’ala

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Per il leader di Medicina sperimentale il 92% dei consensi espressi, per rimettere in moto il Dipartimento che era stato diviso in tre e ora attende un rilancio decisivo per il progetto di Unipg-Oliviero Style

di Marco Brunacci

PERUGIA – I numeri della votazione sono questi: 233 sì, il 92% dei votanti. 4 schede nulle e 15 bianche. Il nuovo direttore del nuovissimo Dipartimento di Medicina dell’Università di Perugia, appena riunificato, dopo l’incomprensibile divisione in vitro in tre tronconi, è Vincenzo Talesa, leader carismatico di Medicina sperimentale, fiero avversario della precedente gestione dell’Ateneo, ma ora il più ecumenico e inclusivo del già molto ecumenico e inclusivo nuovo corso del rettore Oliviero.

Al Dipartimento si è arrivati alla candidatura unica di Talesa, dopo non poche settimane di mediazioni, una rete tessuta con pazienza da Oliviero, e sostenuta con sagacia dallo stesso Talesa, che ha abbattuto tutti (o quasi) i muri che qualcuno si ostinava a erigere.
La candidatura alternativa a Talesa, quella di Ambrosio, esponente di cardiologia, ex direttore sanitario dell’azienda ospedale di Perugia, è stata riposta nel cassetto, dopo qualche incontro e la condivisione di una strategia nell’immediato: rimettere in movimento la ex facoltà di Medicina, cominciando dall’amministrazione dura e pura, molto impegnativa, uno sforzo dal punto di vista tecnico di particolare rilievo.
E Vincenzo Talesa in queste ruolo non si discute: docente di valore, grande esperto di meccanismi amministrativi, oltre che scienziato di rango. Tra i pochi capaci, per preparazione e perfino per vocazione, essendo provato che è un capitano che si batte come un leone per la sua squadra, di far tornare Medicina al centro dello Studium perugino, come è stata per tanti anni. Pochi come lui padroneggiano gli ingranaggi che regolano il funzionamento interno dei Dipartimenti, ma più ancora il rapporto con le fonti nazionali ed europee che sono di ricerca, di arricchimento scientifico e anche di finanziamento.
La strada giusta per ripartire da una Medicina, una e non più trina, forte, radicata, che punti sulla ricerca d’avanguardia, attraverso una strategia dell’attenzione per collaborazioni e intese possibili con chi ha qualcosa da dare, e su una didattica al passo con i tempi nuovi e le modificate esigenze, in nome di radici profonde come non molti Dipartimenti possono vantare.
A nessuno per altro sfuggirà, tra questi fuochi di artificio di amorosi sensi, che Medicina, sempre per tradizione pluridecennale, se non proprio secolare, è stata anche terreno privilegiato nel quale si sono dispersi infiniti veleni. E’ ragionevole pensare che sarà necessaria una bonifica, per quel che possibile, e, per quello che non è possibile, l’uso di pazienza fino a mettere in conto l’esercizio di un po’ di cristiana rassegnazione.
Il compito di Talesa come capo di Dipartimento di Medicina, è delicato e complesso, sicuramente decisivo per il decollo dell’Ateneo Oliviero style, a livello umbro, nazione e internazionale. Talesa – è facile immaginare – sarà chiamato a dare prova di talento, per dirla con un’immagine che si attaglia al fatto che è un bravo cuoco, sia nella pasta e fagioli che nel soufflée. Trita amministrazione e colpi d’ala. Lui promette spazio per tutti i talenti del suo Dipartimento e apertura ai suggerimenti, pronto a ogni gioco di squadra. Ma dovrà cominciare a funzionare lui in prima persona. Per disincagliare la nave e portarla in mare aperto. Forza capitano.

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