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Il fisico Gammaitoni: «La situazione Covid umbra è preoccupante, decisivi i comportamenti di questi giorni se si vuol chiudere col 2020»

31 Dicembre 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’allarme dello studioso, anche importante statistico. Sono tornati a quota 300 i contagi con l’8.8% di casi positivi rispetto ai tamponi. Colpa dei 10 giorni prima di Natale. Ma così si rischia di uscire dalle festività in zona arancione (o rossa)

di Marco Brunacci

PERUGIA – «A che punto è l’epidemia in Umbria? Mentre contiamo le ore e anche i minuti che mancano alla fine di questo anno terribile e vorremmo festeggiarne la chiusura, non possiamo ignorare che la situazione attuale desta qualche preoccupazione».

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Lo dice Luca Gammaitoni, docente di fisica ma soprattutto grande statistico, che è la dimostrazione di quanto avessero torto gli anziani professori di Cambridge nel dire che gli statistici sono – per l’unica legge della statistica scientificamente verificabile – troppi anche se sono soltanto uno. In realtà il professore perugino ha seguito l’evolversi dell’anno orribile e del tremendo virus con puntualità e con indicazioni molto utili e precise per chi poi ha dovuto operare delle scelte. Per questo – anche stavolta – va preso molto sul serio.
La traiettoria che Gammaitoni ha puntualmente costruito, usando il verde e il rosso ed ha riportato sul suo profilo facebook, mostra come ci sia una evidente ripresa dei contagi («preoccupante», afferma senza essere indulgente né allarmistico).
Dando un’occhiata ai numeri diffusi dalla sanità umbra relativi all’ultimo giorno dell’anno si evidenzia come siano ancora 300 (tanti) i contagiati in più con un 8.8% di casi positivi rispetto ai tamponi effettuati, quasi il doppio rispetto ai parametri raggiunti prima di Natale, nel mentre non scendono gli attualmente positivi. I decessi restano 6. Il dato meno negativo è quello dei ricoveri (in area medica e terapia intensiva) comunque stabili. Insomma: non sta andando bene come si immaginava.
Gammaitoni chiarisce che i contagi attuali sono quelli dei dieci giorni prima di Natale. City journal si permette di citare un articolo del sito, datato 10 dicembre, nel quale faceva presente che riaprire anche parte delle scuole era un’idea malsana e si poteva tranquillamente attendere a casa le vacanze di Natale. A qualcuno sembrò un’eresia. Se con questo trend o uno simile, il 7 gennaio verranno riaperte anche le medie superiori, anche se in presenza solo al 50%, non vogliamo immaginare cosa succederà, sempre perché non sono le presenze nelle aule il nodo, ma i rapporti che vengono ripresi intorno alle aule, ma soprattutto appena fuori (tenendo presente che il trasporto pubblico è un falso problema, che può essere risolto solo mandando un taxi a studente per l’entrata e l’uscita, con corridoio obbligato).
Una seconda evidenza è questa: nei giorni prima di Natale, che adesso stiamo pagando con aumento di contagi, ci sono state anche le improvvide decisioni del Governo che annunciavano prossime, draconiane chiusure dei negozi, promuovendo così assembramenti nei supermercati e nelle vie dello shopping.
Ormai questo è il passato e magari si spera che i giorni di lockdown possano portare a qualche miglioramento nei numeri del contagio. Tirate le somme c’è invece da guardare al futuro immediato.
E Gammaitoni fa una conclusione che merita di essere cento volte sottolineata: “La scelta oggi tocca a noi – dice citando la traiettoria die suoi grafici- tra la curva rossa (assembramenti questa notte e abbandono delle precauzioni) e la curva verde (niente assembramenti e mantenimento delle precauzioni). Questa notte, se vogliamo veramente chiudere quest’anno, pensiamoci”.
Giusto professor Gammaitoni e vale anche per i restanti giorni di festa. Cityjournal si associa. Buon 2021 a tutti, con una fine di 2020 e un principio di 2021 da persone responsabili.

#umbria #coronavirus #covid19 #marcobrunacci #polepolitik

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