Advertisement

Aiuto e sostegni ai disabili, la Lega dice no. Strappo con Fdi

15 Dicembre 2020

Respinta in Assemblea legislativa la mozione bipartisan. Squarta contro Caparvi: «Non prendiamo lezioni sui confini del centrodestra». Il Pd: «Non c’è più maggioranza»

PERUGIA – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha respinto con 10 voti a favore (Bianconi-Misto, Bori, Paparelli, Bettarelli, Porzi e Meloni-PD, Squarta e Pace-FDI, De Luca-M5S. Fora-Patto civico) e 10 astenuti (Pastorelli, Fioroni, Mancini, Peppucci, Carissimi, Rondini, Nicchi e Melasecche-Lega, Agabiti-Tesei per l’Umbria e Morroni-FI) la mozione presentata da Vincenzo Bianconi (Gruppo misto) e firmata anche dai colleghi Porzi e Meloni-Pd, Squarta e Pace-FDI, Fora-Patto civico e De Luca-M5S, come riporta una nota di palazzo Cesaroni.

Advertisement

L’atto si prefiggeva l’obiettivo di «assicurare a tutte le persone non autosufficienti, senza discriminazioni in termini di disabilità, grave o gravissima, patologie, condizioni ed età, un progetto personalizzato e partecipato che riguardi non solo gli interventi diretti, ma anche azioni di sostegno economico alle famiglie». I consiglieri della Lega, pur riconoscendo l’importanza del tema trattato, avevano proposto un rinvio in Commissione per poter giungere a un testo collegiale, da coordinare anche con le attuali proposte di legge sulla disabilità già in fase istruttoria. Ma il primo firmatario Bianconi non ha accettato ulteriori indugi su un testo che era stato già discusso nella passata legislatura e sul quale era stata trovata unanimità di giudizi, che però non arrivò in Aula a causa della fine anticipata della legislatura stessa. Illustrando la mozione in Aula, Bianconi ha detto che «il bisogno di risposte per alimentare la speranza di una vita migliore è ancora fortissimo e urgente, merita azioni immediate. L’Assemblea abbia il coraggio di fare un salto in avanti nel rafforzamento del sistema di cura delle persone non autosufficienti, garantendo loro libertà di scelta e potenziamento dell’offerta di servizi per favorire la permanenza nel proprio domicilio. E garantendo a ogni persona parità di trattamento. Non sono tollerabili discriminazioni per patologia. Per le ancora lunghe liste di attesa servono soluzioni nuove, in base alle esigenze degli utenti, non delle strutture. Preparare il sistema di welfare alla nuova sfida e garantire a tutti il diritto di scegliere. No a una lotteria con pochi beneficiari che ricevono risorse dopo lunghissimo tempo. Non esista una guerra tra poveri che competono per accaparrarsi i pochi fondi disponibili. Non ha senso che ci siano associazioni più o meno rappresentative, no alla discriminazione in base all’età o alla patologia, non creare etichette in base alle quali si può accedere o meno ad un’assistenza adeguata, anche perché in contrasto con il dettato della Costituzione. Chi vorrà essere ricoverato o avvalersi di assistenza domiciliare deve poter decidere di farlo. Serve un sistema equo, sostenibile, che consenta a ognuno di scegliere come, dove e da chi essere assistito in base alle sue preferenze e alla sua situazione. Garantire opzioni di scelta reali, non fittizie. Ottimizzare le risorse della Ue, di governo e regioni, incrementandole, per un sistema più libero e dignitoso. Altre regioni hanno già posto in essere il modello che propongo con questo atto, frutto di tantissime audizioni di associazioni, uffici tecnici, con lo straordinario impegno dell’Assemblea legislativa, che già nella passata legislatura aveva prodotto questo atto passato all’unanimità e da me riproposto oggi. Dobbiamo sostenere il mondo dell’assistenza e garantire una adeguata flessibilità. Più personale, mezzi e più assistenza a domicilio. Dobbiamo vedere in anticipo le necessità e creare i presupposti per riuscire a centrare l’obiettivo. Spero che oggi tutta l’Assemblea raccolga questa preziosa eredità, patrimonio di tutti gli umbri. Non è un atto politico ma un intervento per dare dignità a persone che meritano rispetto e considerazione. Andiamo oltre le parole, è tempo di agire».

LE REAZIONI

Qui Fratelli d’Italia. «Siamo dispiaciuti per la mancata approvazione della mozione sul rafforzamento del sistema di protezione sociale e di cura delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie. Oggi si è persa una straordinaria occasione che senza dubbio avrebbe rappresentato un passaggio importante per il tema della disabilità in Umbria. Siamo delusi dall’atteggiamento della Lega che, su un argomento che non deve avere colore politico, ha preferito inseguire logiche partitiche di bandierine». È quanto dichiarano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace e Marco Squarta. «Ci sembra inopportuno – spiegano Pace e Squarta – l’atteggiamento dei colleghi della Lega che ha portato a respingere la mozione firmata anche da rappresentanti della minoranza. L’atto non è passato e ci dispiace molto anche perché si trattava di un lavoro iniziato durante la precedente legislatura che, in un’ottica di rafforzamento della sanità e di sostegno alle persone in maggiore difficoltà, si sarebbe perfettamente allineato con l’ottimo lavoro svolto finora dall’assessore Coletto e dalla presidente Tesei». «Fratelli d’Italia, però, – concludono Pace e Squarta – non prende nessun tipo di lezione dal segretario umbro della Lega Caparvi. Noi conosciamo benissimo i confini del centrodestra. A Roma ce li hanno insegnati molto bene attraverso l’esempio considerando che FdI non ha mai stretto alleanze con nessuno per occupare poltrone e incarichi».

Qui Partito democratico. «Prendiamo atto che, quando la maggioranza di governo della Regione entra nel merito di scelte importanti, a prevalere sono più gli interessi, ormai divergenti, dei rispettivi partiti, piuttosto che il bene dei cittadini umbri. Altro che confronto scevro dai pregiudizi come ha chiesto recentemente la presidente Donatella Tesei». Lo dichiarano i consiglieri regionali del Partito democratico, Tommaso Bori, Michele Bettarelli, Simona Meloni, Fabio Paparelli e Donatelli Porzi, a margine dei lavori dell’Assemblea Legislativa di oggi, in cui, spiegano i consiglieri dem, «le forze di maggioranza si sono spaccate più volte vanificando il lavoro messo in campo su temi sensibili come la disabilità, il sostegno al settore fieristico umbro e i tamponi a prezzi accessibili nelle farmacie». «Oggi si è reso ancora più esplicito ed evidente il fatto che non c’è più una maggioranza coesa al di là delle dichiarazioni di facciata e – aggiungono – che la Lega finisce per esercitare un’egemonia totale sulla coalizione e sulle istituzioni, anche a discapito degli stessi alleati di governo. Il teatrino messo in scena oggi dalla Lega, al fine di punire il Gruppo di Fratelli d’Italia per aver sostenuto mozioni bipartisan come quella sulla disabilità – concludono i consiglieri regionali Pd – la dice lunga sul livello di responsabilità del partito di Salvini e della Presidente Tesei».

Qui M5S. «Incredibile quanto abbiamo visto oggi in Assemblea legislativa. L’ennesima dimostrazione di come la Lega si preoccupi solamente di piegare le istituzioni al volere di un singolo partito piuttosto che entrare nella dialettica dei temi e delle azioni concrete da sostenere. Persino quando in ballo ci sono misure a favore delle persone con disabilità». È quanto dichiara il consigliere regionale Thomas De Luca (M5S) riferendosi ad una mozione discussa oggi in Aula. «Un gioco – spiega De Luca – che ha spaccato la maggioranza. Dove FdI, che ha votato con responsabilità e onestà intellettuale l’atto presentato dalle minoranze, è stata messa all’angolo dalla linea dettata dall’assessore veneto, Luca Coletto. Ma ad uscire veramente sconfitta oggi è tutta la Regione Umbria e la capacità di costruire un percorso di ascolto e condivisione anche quando il chiaro intento è quello di rinforzare il sistema di protezione sociale e di cura delle persone non autosufficienti e delle relative famiglie. L’atto rappresentava la tappa dovuta dopo il percorso di ascolto, frutto di un confronto tenutosi nella passata legislatura. Oggi la priorità deve essere quella di garantire appropriatezza degli interventi e delle prestazioni sia a livello individuale sia a livello di sistema di welfare, considerando come prerequisito fondamentale per la realizzazione di ogni intervento e l’attivazione delle prestazioni la realizzazione del progetto personalizzato e budget di progetto».  «È sconcertante – prosegue De Luca – che il capogruppo della Lega abbia tentato di abbandonare l’Aula per non affrontare il tema. Poco importa che poi i consiglieri leghisti siano tornati in Assemblea, naturalmente per votare contro la mozione. Pensavamo che il dovere di chi governa la Regione fosse quello di alzare l’asticella e impostare le politiche sulla disabilità partendo dai bisogni reali delle persone, onde evitare che si creino casi come quello di Andrea, il bambino di 8 anni affetto da disabilità grave associata a malattia rara a cui sono state ridotte le ore di assistenza notturna e dimezzate le ore di Oss e di fisioterapia. Una storia che ci insegna che gli interventi elargiti non bastano a dare risposte ad una situazione complessa. Di fronte a questo – conclude – il partito che guida la maggioranza della Regione oggi è scappato».

#regione #umbria #assemblealegislativa #mozione #disabilità

Advertisement