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Tesei istituzionale, le parole giuste: da ora maggioranza e opposizione contro il virus. E sulle cure si spera: plasma e un kit domiciliare che parte dall’Umbria

10 Novembre 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il Covid ha investito il Paese e la regione: in 20 giorni 7500 positivi in più, 300 ricoveri, 52 terapie intensive. Buone notizie solo dai guariti: degli ultimi 10 giorni il 56% in più. Ecco tutti i numeri del piano di emergenza

di Marco Brunacci

PERUGIA – Volete sapere, vi interessa un’impressione? Beh, l’intervento all’assemblea legislativa sull’emergenza Covid in Umbria della presidente Tesei stavolta è stato il contrario di un burocratico aggiornamento ma invece penetrante, appassionato e istituzionale al tempo stesso. Senti subito l’obiezione: eccolo che esagera.

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Invece vi sbagliate e lo si vede dal risultato raggiunto: sarà stato perché sembrava sfinita davvero la presidente (“uso 18 ore della mia giornata per capire, cercare di prendere le giuste decisioni, non perdere di vista le esigenze”), sarà perché la sua “amarezza” per le critiche “ingiuste” è stata davvero convincente, sarà perché i numeri del suo intervento stavolta non erano freddi resoconti, ma sembravano balenare come spade affilate nella notte da incubo che si sta attraversando, nell’intento di vincere insieme la battaglia contro il virus crudele, insensato, infido, subdolo, killer. Sapendo che non c’è una via sicura, illuminata, non c’è un punto fermo, una roccia sulla quale riposare. Ma solo battaglie, una dopo l’altra, e armi da provare, sperando che non si rivelino di metallo vile, spuntate, incapaci di incidere.
Allora, dicevamo del risultato finale, quello che si doveva ottenere da tempo: finalmente una vera unità di intenti, opposizione e maggioranza, insieme per capire e per intervenire, con la consapevolezza che nessuno ha la ricetta in tasca, anche se – questo sì, va detto e ripetuto – ci aspettano due o tre mesi di passione, di cammino nel deserto, ma poi il cielo deve rischiarare, per le terapie, per il vaccino, per gli anticorpi monoclonali.

I NUMERI DELL’EMERGENZA

Cosa ha detto Tesei. Prima di tutto, sincerità e passione. Bene così: «Siamo zona arancione perchè tutto il Paese è attraversato da un passaggio così cruento e rapido del virus che ha colto tutti di sorpresa». Niente scuse, solo presa d’atto. Basta fare del Covid campo di battaglia politica, anche in Usa da un paio di giorni hanno smesso.
I numeri: 10198 sono gli attualmente positivi di cui 7500 negli ultimi venti giorni. I ricoveri sono 424 (300 in 20 giorni). In terapia intensiva 66 in più 52 nelle ultime tre settimane). Il tasso di letalità (morti rispetto a casi) resta una dei migliori d’Italia (1,29%) segno che qui si cura bene, ma la pressione sugli ospedali. dice la presidente – è enorme.
Un dato positivo per non cedere allo spleen più cupo: i guariti sono 5055, aumentati del 56% negli ultimi dieci giorni.
Non si tira indietro Tesei nel dire chiaro: «I numeri si sono allineati con la media delle regioni più colpite d’Italia», anche se resta il numero dei tamponi e non è una cosa da poco: l’Umbria è la sesta regione per test effettuati. La media supera i 4.500 al giorno nell’ultima settimana, e finalmente si scende sotto 700. Con i risultati di oggi – va detto – che sono perfino i migliori degli ultimi tempi, con meno del 10% dei positivi, ben sotto i 500, su un numero record di tamponi: con 3 giorni di questi risultati si potrebbe ambire a tornare regione gialla, ma non è questo il tema, lo chiarisce bene Tesei. Non si tratta di prendere pagelle . Si tratta di vincere una sfida epocale.

LE ARMI PER LA BATTAGLIA

E allora come si combatte questa battaglia signora Tesei? «Intanto posti letto e li stiamo attrezzando». Sintetizziamo perché non ci sono grandi novità: ai quasi 600 letti Covid previsti ne mancano 100 ma si tratta di aspettare poche ore, per le terapie intensive si può raggiungere con il sistema modulare scelto per intervenire, quindi rispettando anche i pazienti che hanno a che fare con altre sindromi che non sono il Covid, le 127 unità. In 72 ore, dice Tesei.
Sperando, anelando, sognando di notte che la curva si raffreddi e dia tregua alla gente e alla stremata struttura sanitaria. Per le subintensive si lavora già con 59 posti dei 62 previsti.
Fin qui il piano chiamato “di contenimento”, poi c’è quello dell’emergenza ulteriore, perchè i tecnici delle statistiche della Regione dicono che il picco di questo autunno sciagurato si manifesterà ai primi di dicembre e quindi bisogna ancora essere capaci di avere frecce pronte per essere scagliate contro il virus.

IL PIANO DI EMERGENZA IN CIFRE

Ecco la novità del piano di emergenza in cifre. Dice Tesei: “La nostra volontà è di ampliare la capacità di risposta al Covid degli ospedali di circa 150 posti e di avere altre 40 terapie intensive. Il piano emergenziale triplicherà gli 80 attuali posti di Covid hotel attuali e dovrà garantire ulteriori spazi di salvaguardia di terapie intensive in caso di picchi giornalieri improvvisi”.
E qui ecco il discorso – finalmente non più controverso – dell’ospedale da campo. Si farà in 25 giorni dice Tesei, dopo le ultime difficoltà, e intanto funzionerà l’ospedale dell’Esercito vicino al Silvestrini, pronto da giovedì, che permette di dare sollievo alle strutture.
Naturalmente un’emergenza nell’emergenza è trovare, reclutare, assumere il personale sufficiente, anche qui si fa il possibile.
Da tutto questo arriva il finale richiamo di Tesei agli umbri a rispettare le regole e a tutta la politica che ha a cuore l’Umbria a fare fronte comune.
E stavolta questo succederà, come hanno assicurato dall’opposizione, mentre Tesei è garante per la maggioranza.

CURE, SI PUNTA SU PLASMA E PROTOCOLLO DOMICILIARE

In attesa degli anticorpi monoclonali, Perugia parte di slancio con il plasma (la terapia che parte usando plasma delgi infetti raccolto in banche del sangue). Lo stanno sperimentando, i risultati sembrano esserci, qualcuno anche molto soddisfacente. Per il vaccino si deve attendere , ma la strada non sarà infinita come sembrava fino a qualche settimana fa.
Si sta mettendo anche a punto (con il coordinamento dell’assessore Coletto) un nuovo protocollo per le cure domiciliari, nei casi dove non è necessario un intervento più complesso. Da quel che si dice potrebbe essere un punto di riferimento per un protocollo a livello nazionale.

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