Advertisement

Il grido di dolore delle aziende umbre: «O aiuti o chiudiamo»

5 Novembre 2020

L’accorato appello del presidente di Confcommercio: «Messi in ginocchio dall’emergenza economica. Fatti non promesse»

UMBRIA – Accorato appello del presidente di Confcommercio Umbria, Giorgio Mencaroni alla presidente della Giunta regionale, Donatella Tesei, all’assessore regionale all’economia, Michele Fioroni, e a tutti i parlamentari umbri affinché «ognuno secondo le proprie competenze, facciano quanto possibile per far arrivare subito alle imprese umbre, già provate dal post terremoto e messe in ginocchio dall’emergenza economica, gli aiuti promessi ma non ancora messi a disposizione». Lo riportiamo per intero. Qui di seguito.

Advertisement

Mentre si succedono decreti, ordinanze e annunci di aiuti che verranno, l’emergenza sanitaria è diventata emergenza economica e le imprese sono stremate anche dai ritardi e dalle incertezze. I fondi messi a disposizione attraverso misure e bandi, da governo e Regione, devono arrivare subito alle imprese umbre, di tutti i settori. Bisogna accelerare i tempi perché è a rischio la cancellazione di un’Umbria produttiva che, ovunque, ha fin qui svolto un ruolo determinante per la crescita e la coesione sociale.

I contributi e i ristori promessi devono arrivare alle imprese quando sono ancora in vita. Quindi subito, e con procedure chiare e semplici! Comprendiamo le difficoltà anche di chi lavora le pratiche a livello centrale e locale, ma non c’è scelta: bisogna fare presto! Tra valutazioni, graduatorie, rendicontazioni e liquidazioni passano i mesi. E questo fa la differenza tra la vita e la morte delle imprese, specie per quelle di più piccole dimensioni. Il decreto Ristori assicura contributi a fondo perduto in via automatica a coloro che avevano già beneficiato del precedente contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio. Ma moltissime imprese, pur essendo tra i beneficiari, questo precedente contributo non l’hanno ancora ricevuto a distanza di mesi. 

Anche a livello regionale dobbiamo accelerare: chiarire dove va chiarito, come le indicazioni operative che abbiamo chiesto sul bando Re-Start, e su una serie di bandi accelerare le istruttorie, stoppare le lungaggini burocratiche, sbloccare le risorse per le imprese. Quanto può durare un’impresa costretta a chiudere o a rimanere aperta tra mille limitazioni e in un contesto economico drammatico? Mentre peraltro corrono i costi fissi? Indennizzi e risorse destinate a sostenere le imprese in questa situazione devono arrivare subito. E devono essere accompagnati da moratorie fiscali e creditizie più ampie ed inclusive. 

Tranne poche categorie tutto il sistema imprenditoriale umbro risente l’impatto dell’emergenza sanitaria. La crisi ha colpito duro gran parte del terziario: commercio, turismo, ristorazione, servizi, trasporti, professioni.  Senza indennizzi immediati adeguati alle perdite, le imprese penalizzate dalla crisi non possono sopravvivere. E l’incertezza che stiamo vivendo anche in queste ore è un gravissimo fattore di criticità. Rende difficoltosa l’operatività quotidiana e impedisce la pianificazione futura. L’incertezza, che va in parallelo con l’emergenza sanitaria, ha determinato la crisi e continua purtroppo ad alimentarla.

Advertisement

This website uses cookies.

%%footer%%