Advertisement

«Branca doveva essere un ospedale covid-free, invece i rischi per il personale e l’utenza sono altissimi»

18 Novembre 2020

Sanità, la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil ha fatto tappa a Gubbio: gravi criticità nei percorsi e nella separazione dei pazienti

GUBBIO (Perugia) – Prosegue la mobilitazione di Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl per le lavoratrici e i lavoratori della sanità umbra.

Advertisement

I sindacati sono stati in presidio davanti all’ospedale di Branca per portare solidarietà al personale e ribadire le rivendicazioni al centro della mobilitazione: assunzioni, organizzazione del lavoro, sicurezza. La tappa odierna è la quarta dopo quelle di Spoleto, Terni e Città di Castello.
Molte le criticità evidenziate dal personale del nosocomio di Gubbio-Gualdo, prima tra tutte il venir meno dela connotazione di ospedale non-covid. «In realtà da giorni sono ricoverati a Branca 14 positivi in un’area attigua alla medicina generale, dove sono presenti altri 16 pazienti non-covid – denunciano i sindacati – e, ancora più grave, ci sono spazi in comune per il personale (medicheria) che assiste le due tipologie di pazienti. Come se non bastasse – insistono i rappresentanti dei lavoratori – è stata creata sempre in medicina un’area per l’intubazione oreo-tracheale dei pazienti covid».
È proprio questa condizione di ospedale pensato inizialmente come non covid, ma che si trova in realtà a trattare pazienti positivi, che crea le maggiori difficoltà. «Una molto grave riguarda le dotazioni di Dpi – continuano i sindacati – che, quando ci sono, sono comunque della tipologia propria di un ospedale covid free, cosa che Branca, appunto, non è. Così il personale è dotato di dispositivi di livello di sicurezza inferiore rispetto ai colleghi di altre aziende, pur facendo le stesse cose». Un’altra nota dolente e preoccupante riguarda i percorsi: «La mancata programmazione estiva ha imposto al personale infermieristico la ricerca di soluzioni di emergenza – insistono Cgil, Cisl e Uil – che in certi casi sono anche state osteggiate dalla dirigenza. È il caso di un intervento semplicissimo di apertura di una porta all’interno del pronto soccorso, peraltro in una parete di cartongesso, che avrebbe permesso ai pazienti covid di accedere agli ascensori per raggiungere le aree di ricovero in maniera sicura per utenti e personale. Intervento che non è stato però preso in considerazione, costringendo pazienti e personale a un percorso lunghissimo e non completamente sicuro».
Le ultime due criticità evidenziate dai sindacati per il nosocomio di Branca riguardano la sanificazione dei mezzi e la atavica carenza di personale. «Per quanto riguarda il primo aspetto, riteniamo grave e pericolosa la scelta dell’azienda di affidare a personale addetto al trasporto sanitario, anziché a ditte specializzate, un’attività delicata e pericolosa come la sanificazione dei mezzi – sottolineano i sindacati – e non basta certo aver fatto qualche ora di formazione per chiedere questo ulteriore sacrificio. Per quanto riguarda, infine, il personale, Branca non fa eccezione rispetto al quadro generale della sanità umbra, in gravissima sofferenza. In particolare – concludono i sindacati – qui il personale già ridotto della chirurgia deve ora affrontare carichi di lavoro molto aumentati a causa della sospensione degli interventi negli altri nosocomi».
In attesa delle risposte promesse dalla Regione, che si era data una settimana di tempo per intervenire, i sindacati proseguiranno nei prossimi giorni la mobilitazione, con nuovi presidi unitari a Foligno, Castiglione del Lago, Orvieto e Pantalla, sempre di fronte alle strutture ospedaliere.

#branca #ospedale #coronavirus

Advertisement

This website uses cookies.

%%footer%%