Advertisement

Tesei: ecco i veri numeri, il Covid si propaga rapido, ma la sanità umbra regge. Pronta la rivoluzione dei tamponi mirata sui sintomatici

27 Ottobre 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | I posti letti Covid sono 646, le terapie intensive pronte ad arrivare a 124. Solo il 5,6% dei contagiati è ricoverato, lo 0,6 in intensiva. La letalità è ancora tra le più basse d’Italia: 1,43%. Ma ora è indispensabile raffreddare la curva del contagio

di Marco Brunacci

PERUGIA – La presidente Tesei ha parlato schietto. E il merito le va riconosciuto. Fotografia della situazione. Con due dati chiari: la velocità di propagazione del virus è impressionante, abbiamo già superato la fase 1 in quanto a numeri di contagi. Secondo: le strutture sanitarie umbre, al momento, applicando i protocolli previsti alla fine della prima crisi, reggono.
Potevano reggere meglio? Magari sì. Potevano andare peggio? Di sicuro sì. Reggeranno ancora? È l’augurio e la speranza di tutti, ma la curva di aumento va raffreddata.

Advertisement

Al di là di questi due dati, il resto è schermaglia politica o al massimo piccola propaganda.
E se si esclude la sciagurata, incongrua, superflua giostra medioevale intorno all’ospedale di Spoleto, che per qualche motivo misterioso voleva essere esentato dall’emergenza e che il Tar ha cancellato – con un provvedimento raramente così duro – come questione dal tavolo delle discussione, la seduta dell’Assemblea regionale ha vissuto dell’intervento della Governatrice e di poco altro. L’opposizione ha fatto il compito suo, senza inutili acuti (eccezione per De Luca che però ora comincia davvero a confondersi con il suo omonimo governatore della Campania, tutto tric-trac. mortaretti, fumogeni e zero sostanza).

I NUMERI NEL DETTAGLIO

Ora i dati nel dettaglio, senza la componente isterica che introduce certa presunta informazione, elencati da Tesei: nonostante l’Umbria abbia la popolazione più anziana d’Italia i ricoverati sono il 5.8% dei contagiati , le terapie intensive sono lo 0.6% e il 10% dei ricoverati. Da qui l’indice di letalità (decessi rispetto a contagiati) è soltanto dell’1.43%, tra i più bassi d’Italia.
Ultimo dato: la risposta per il futuro dipende dalla nostra capacità di risposta modulare all’emergenza, che ci ha portato ad avere a disposizione, oltre ai ben noti 124 posti in terapia intensiva (quando saranno tutti disponibili, quindi a giorni) più quelli dell’ospedale da campo, a fine novembre, ma anche – prosegue nel dettaglio Tesei – 646 posti letto Covid, rispetto ai 300 della prima fase e “ai 28 di malattie infettive di quando siamo arrivati”.
Il resto sono vane chiacchiere su indici di contagio da esercizio per universitari annoiati insieme a informazioni fasulle per pigri compilatori di quartine, allergici ad approfondire e ad aggiornarsi.
L’altro dato invece riguarda i tamponi. L’Umbria è la quarta regione (dice Gimbe) per incremento dei tamponi in Italia nell’ultima fase della pandemia. Da domani, visto che questo è un virus-Halloween e combina (tragici) scherzetti senza portare dolcetti, può succedere qualcosa di diverso, ma la fotografia della situazione al momento questa è.
Tesei per questo chiede unità nella sporca guerra al virus, che è seria per l’impressionante moltiplicazione dei contagi, e che è ancora sotto controllo per una serie di misure messe in campo, ma ora servono risultati, con il comportamento responsabile di tutti, perchè la famosa curva del contagio venga raffreddata (teoria Dario) e la sanità pubblica possa di nuovo respirare. “Di questa sanità pubblica, comunque sia, noi dobbiamo andare orgogliosi senza distinzione di colore politico”, è la conclusione da seria e consapevole esponente delle istituzioni di Tesei.

LE RAGIONI DELL’ECONOMIA DIMENTICATE

Cosa pensa Tesei delle misure messe in campo dal Governo nazionale? Non è questo il momento per discuterne ma è risaputo che non le ritiene congrue, prima fra tutte la chiusura alle 18 di bar e ristoranti. Tesei ha sempre chiesto di far marciare insieme le ragioni della sanità con quelle dell’economia (che diventano subito salute, non va dimenticato). Ma questo è comunque un fronte diverso da quello su cui si discuteva in Assemblea regionale. Qualcosa andrebbe fatto, ma visto che tutti parlano solo di lockdown e fanno a superarsi nella gara a diffondere controproducente panico, verrebbe da escluderlo, nonostante le tante proteste.
E’ invece probabile che dall’Umbria e dalle Regione (che stanno diventando il vero Parlamento d’Italia, con la possibilità di opporsi,visto che quello che c’è è di fatto esautorato, in quanto viene usato solo per il rito dei voti di fiducia) venga fuori il nuovo modo di affrontare il problema pandemia con i piedi per terra, cercando soluzioni concrete a problemi risolvibili, tenendo presente che la scienza è apparsa assolutamente incapace di fare previsioni azzeccate e di trovare soluzioni anche solo parziali.

CAMBIO DI STRATEGIA SUI TAMPONI

E allora ecco qua: il nodo della prossima battaglia al Covid probabilmente si giocherà intorno ai tamponi, come l’Umbria e le Regioni insieme suggeriscono.
Proviamo a sintetizzare: se si va a cercare in ogni dove asintomatici si garantisce davvero la sicurezza dei deboli e degli anziani? E’ la dottrina Crisanti, ma che sta mostrando tutti i suoi limiti. Intanto perchè un tampone va fatto dopo un certo numero di giorni dal contatto col positivo (7?) e potrebbe esserci la necessità di ripeterlo poco dopo e tante altre volte. Qualcuno poi ha mai chiarito se gli asintomatici infettano? Ed è vero che c’è un solo studio serio (dall’India, pubblicato su Lancet) al mondo che dice che solo 8 contagiati (tra sintomatici e asintomatici) su 100 infettano?
E ancora: se a fronte di un aumento, diciamo, 100 dei tamponi c’è regolarmente, in tutto il mondo, un aumento 10-12 dei contagiati, per la quasi totalità asintomatici (90%), siamo sicuri che questa sia la strada per arrivare da qualche parte?
Non sarà che la teoria Crisanti regge solo su piccole comunità e di fronte a una situazione di lockdown duro, che nessuno tranne l’Italia e l’Argentina (e qui con risultati disastrosi) ha posto in essere?
Non è forse meglio concentrarsi sui sintomatici e cercare di difendere deboli e anziani dai contatti con questi. Per fare ciò l’Umbria avrà a disposizione anche 150 tracciatori messi a disposizione dall’Università. Magari funziona meglio di altro.

ATTENDERE (CON QUANTA FIDUCIA?) IL VACCINO

Per il resto attendere il vaccino. Ma non senza aver preso atto di quel che dice Ilaria Capua, due mesi dopo il così poco citato ma grande Remuzzi: bisogna – dice – far circolare lentamente il virus in mondo da indurre una non traumatica immunità di gregge. Insomma: i ragazzi, se fossero non sciagurati ma responsabili e stessero attenti ad anziani e deboli, potrebbero fare cosa perfino profittevole a distribuirsi il virus tra loro, avendo conseguenze minime. Lo ha detto Ilaria Capua sul Corriere della Sera. Due mesi fa Giuseppe Remuzzi, numero
uno dei virologi italiani nel ranking mondiale, espresse lo stesso concetto quando si iniziava a parlare a sproposito di Billionaire e di contagi nelle discoteche. Zaia-Crozza direbbe: “rifletteteci su”.

#coronavirus #umbria #covid19 #marcobrunacci #polepolitik

Advertisement

This website uses cookies.

%%footer%%