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Sanità, De Luca: «Introdurre la figura dello psicologo di base». L’apertura di Coletto

13 Ottobre 2020

L’Umbria è seconda in Italia per uso di antidepressivi

PERUGIA – Nella seduta odierna dell’Assemblea legislativa dedicata al Question time, come riporta una nota di palazzo Cesaroni, il consigliere Thomas De Luca (M5S) ha presentato un’interrogazione in cui chiede all’assessore Luca Coletto se la Giunta regionale «voglia aprire un confronto coinvolgendo l’ordine degli psicologi, l’ordine dei medici, le Asl, l’università di Perugia ed altri soggetti ritenuti utili al fine di introdurre definitivamente la figura dello psicologo di base in collaborazione con i medici di medicina generale e con i pediatri di libera scelta».

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Illustrando l’atto in Aula De Luca ha detto che serve una «presa di posizione definitiva e chiara da parte della politica umbra. Lo psicologo di base è presente da tempo in alcuni paesi europei, come la Gran Bretagna, e in alcune regioni italiane come la Campania. Contesti in cui l’operatività dello psicologo di base risulta strutturata ed organica, prevedendo anche una formazione specifica. L’impatto psicologico del lockdown dimostra l’importanza di un servizio di psicologia di base, per promuovere la cultura del benessere psicologico non solo tra i cittadini, ma anche tra gli operatori di settori come la sanità e la scuola. Lo psicologo di base diminuisce il peso crescente dei disturbi psicologici della popolazione, costituendo un filtro sia per i livelli secondari di cure che per il pronto soccorso, e per intercettare i bisogni di benessere psicologico che spesso
rimangono inespressi dalla popolazione. Sono ormai indiscutibili le evidenze
di come lo stress cronico condizioni lo stato di salute della persona e determini la predisposizione, l’insorgenza e il mantenimento delle malattie. Quasi un paziente su cinque che si rivolge ai medici di medicina generale presenta depressione e disturbi d’ansia. L’Umbria è la seconda regione italiana per uso di antidepressivi, mentre è al primo posto per la spesa sostenuta per l’acquisto di medicinali da parte delle strutture sanitarie pubbliche, con il 49 per cento sul totale. Non è più pensabile, oggi, parlare di salute senza includere anche il concetto di salute psicologica. Le ricadute economiche porterebbero sostanziali risparmi sul bilancio sanitario regionale che ad oggi si aggira intorno ad 1,8 miliardi di euro. In Umbria ricordo la sperimentazione Psicup – Psicologia nelle Cure Primarie, che ha dato risultati efficaci».

Nella sua risposta l’assessore Luca Coletto ha detto di «riconoscere il ruolo della psicologia di base. Assicuro il coinvolgimento di tutti gli stakeholders per il prossimo piano socio sanitario, con il coinvolgimento degli psicologi, tenendo conto dei minori e dei soggetti che hanno maggiore difficoltà. Intanto sono già stati attivati in alcune aziende i servizi di base di psicologia con la definizione di una logica sistemica di rete. Presso la direzione è stato istituito un tavolo di coordinamento. La sperimentazioni del progetto Psicup, che nasce da una convenzione con l’ordine degli psicologi e che inserisce nelle cure primarie quelle psicologiche, ha dato incoraggianti risultati. L’assistenza psicologica è prevista nei Lea, ad esempio nell’assistenza sanitaria, in quella collettiva pubblica e ospedaliera. Una ulteriore sperimentazione è prevista per i soggetti in età evolutiva, le cui attività sono ancora in itinere per assistenza multidisciplinare per i minori con diabete di tipo uno». Nella sua replica De Luca si è detto «non soddisfatto della risposta perché non servono interventi spot ma la questione è sistemica e generale per invertire il paradigma del nostro sistema sanitario. Le risorse risparmiate con lo psicologo di base inciderebbero realmente sul costo della spesa sanitaria, lavorando su prevenzione e mantenimento della salute. Non fermiamo qui questa discussione, ma portiamola in Commissione. Ragioniamo insieme per un’iniziativa di tutta l’Assemblea per lo psicologo di base nelle cure primarie».

#umbria #psicologi

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