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Regione, tutti ai posti di combattimento: il Gabinetto di guerra al Covid inizia dalla chiusura delle scuole superiori per 15 giorni

16 Ottobre 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Riuniti tutti i dirigenti con protezione civile e sanità. Primo obiettivo tagliare i contagi da riaperture scolastiche (e trasporti relativi). Se non interviene il Governo, ordinanza della Tesei. Si punta sugli ospedali di Foligno e di Pantalla. Più terapie intensive a disposizione

di Marco Brunacci

PERUGIA – Tutti ai posti di combattimento. Stamane la presidente Tersi raduna (è mai successo nella storia della Regione?) la gamma completa dei dirigenti di tutti i settori insieme a sanità e protezione civile: un vero Gabinetto di Guerra al Covid. Iniziative? Pe ora si va per gradi, ma sono stati decisi i fronti sui quali si combatte.

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Intanto la scuola. I grafici mostrati dei vertici della sanità regionale (Coletto e Dario) hanno il dono della chiarezza per immagini. L’Umbria ha retto bene all’impatto delle riaperture delle aziende, a quello delle attività commerciali, a quello delle attività turistiche, non alla riapertura della scuola. Quindi: l’Umbria è in prima linea a chiedere che il Governo intervenga per fermare per due settimane (e poi verificare gli effetti sul contagio) le scuole medie superiori. Se il Governo non lo farà, la Tesei minaccia una sua ordinanza di chiusura delle scuole superiori regionali. Ordinanza che, conoscendo la Tesei, non vuol fare. Anzi, si affida molto alla riunione della mattina di sabato con Boccia e Speranza e gli altri governatori per far capire che i numeri sono numeri e che bisogna intervenire e basta solo gridare “al lupo, al lupo” senza alcun costrutto.

Le adunate davanti a scuola, prima e dopo le lezioni, o negli autobus e in tutti mezzi di trasporto pubblico, sono un rischio e potenziale veicolo di infezione. Serve uno stop. Interventi mirati, su situazioni concrete. La Tesei ha poi messo nel mirino anche gli sport dilettantistici in particolare il calcio minore. Per ora solo per limitare gli accessi ai campi sportivi degli spettatori. Fontana (in Lombardia) si è portato avanti con i compiti ed ha chiuso i campionati minori. Forse dimostrando lungimiranza.

Sulle Terapie intensive ecco l’intervento immediato più profondo: si attivano da subito tutte quelle che sono attivabili: quindi si passa dalle 70-77, Coletto docet, a 124. I geni che dicono di fare informazione nazionale e dispensano approssimazione a ogni curva hanno già scritto che l’Umbria è tra le regioni a rischio. Peccato che non si informano sui numeri. Ma visto cosa succede di solito in questi casi, col Governo che sta dietro alle suggestioni e non alla concretezza, c’è il caso che l’Umbria venga messa tra le regioni da chiudere e questo solo per colpevole superficiale e inammissibile pressapochismo. Pronti, giù, tutti in trincea.

Ancora: sono stati individuati due ospedali per la battaglia anti Covid, uno che non ha terapie intensive ed è Pantalla, l’altro sarebbe Foligno. Andrebbero a completare la rete con Perugia e Terni. Foligno è già pronta a insorgere. Ma non è mica chiaro perché i sacrifici li debbano fare sempre i vicini di casa. Infine: l’Umbria non si opporrà certo a iniziative ristrettive sulle chiusure dei locali di sera, se però hanno un senso. Per i sulfurei titolisti che si dilettano nel fare i giocolieri con i petardi, si tratta di “coprifuoco”. La questione invece va spiegata: si tratta di contemperare le esigenze di ristoranti e bar con quelle della clientela, in particolare più giovane, per evitare la diffusione del virus (ma bisogna stare attenti anche agli aperitivi). Lo scopo finale dei provvedimenti sensati: dissuadere da ogni tipo di movida, almeno per qualche settimana ancora, i giovani. Come? Magari smettendo di inscenare film dell’orrore o di raccontare bugie meschine, ma dicendo la verità: loro col Covid rischiano poco o pochissimo e però mettono a repentaglio la vita dei più deboli, degli anziani su tutti, creando nel contempo seri guai alla tenuta del sistema sanitario che serve anche loro. Quindi: responsabilità, massima responsabilità.

La battaglia, come dice la costituzione del Gabinetto di Guerra al Covid durerà – sperando che abbiano torto marcio quelli che dicono che il vaccino è ancora lontano – per parecchie settimane, il sensazionalismo è già noioso adesso figurarsi tra un po’. Il lanciafiamme del governatore De Luca, sceriffo uscito da una parodia di Franco e Ciccio, non serve. O, se ne serve uno, va caricato a buon senso. Tanto, tantissimo buon senso.

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