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«Almeno questo al Pd lo dovete»: lettera aperta ai candidati alla segreteria regionale

9 Ottobre 2020

Riceviamo e pubblichiamo – per intero – la «lettera aperta ai candidati alla segreteria regionale del Pd Umbria» inviataci da un lettore che ha scelto di firmarsi, enigmaticamente, Anonimo Diessino. Come si suol dire: riceviamo e pubblichiamo

di Anonimo Diessino

Spettabili Candidati alla segreteria Regionale del PD Umbria, Alessandro Torrini, Masimiliano Presciutti, Francesco De Rebotti. Carissimi, in queste settimane si sta leggendo un profluvio di lettere, prese di posizione, raccomandazioni, quando non addirittura implorazioni per fermare un percorso congressuale, definito da Voi un circo impazzito. Si suggeriscono un paio di riflessioni una di metodo e l’altra di merito.

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il metodo

Non si comprende per quale ragione continuiate a scrivere al Segretario Nazionale quando da 18 mesi l’Umbria è commissariata dall’On. Walter Verini che si è preoccupato più di costruire le condizioni per le vostre candidature piuttosto che delle elezioni regionali e delle recentissime elezioni comunali. Giova soltanto ricordare che mentre nel resto di Italia le elezioni regionali e comunali hanno segnato un inversione di tendenza in Umbria siamo riuscito addirittura a non presentare le liste in quasi metà dei comuni che sono andati al voto nel settembre scorso.

Non si comprende inoltre le ragioni che vi abbiano portato alla candidatura a segretario regionale in tre quando a partire dalle liste per la composizione dell’Assemblea regionale, per giungere ai contenuti appare chiaro che stiate condividendo la stessa strategia. Quasi da configurare il primo congresso regionale tra un’opzione politica ed un consorzio. E’ stato proprio il Commissario  che ha stabilito le regole, il percorso, e nominato la Commissione che deve sovrintendere al corretto svolgimento del congresso umbro del Partito Democratico. Quindi è a Lui che eventualmente dovreste scrivere e non al segretario Nazionale che non si capisce per quale ragione dovrebbe interrompere un percorso congressuale stabilito e concordato autonomamente dagli organismi regionali del Partito.

Il merito

Nel merito si comprende ancora di meno il senso di cosa stia succedendo. Non si era mai visto infatti che tre candidati dopo essersi candidati, si limitino a chiedere l’interruzione del percorso o per l’emergenza sanitaria (presente anche all’apertura del percorso) o perché “il circo è impazzito”. Se c’è qualcosa di irrituale rispetto al passato tale da far apparire il circo impazzito è il fatto che molti generali si stanno ritrovando o senza truppe o comunque con truppe non disposte a rispondere ai diktat. Non riteniamo questo esattamente un problema, anzi forse è proprio quello di cui si aveva la necessità.

Venendo alle cose serie

Da più parti era stato proposto un congresso per tesi evitando una inutile conta. E proprio da Voi, ma soprattutto dai vostri mandanti si è preferito perseguire altre strade, quelle degli accordi sottobanco, quelli degli strapuntini. Tutte modalità già conosciute e che non hanno fatto proprio bene al Partito Democratico Umbro. Ma anche il Commissario, che per 18 mesi si è riempito la bocca con la necessità di distinguere nel partito i buoni dai cattivi nella pratica quotidiana si è limitato solo a provare a sostituire un sistema con un altro che lo vedesse baricentrico assieme a qualche altra dirigente nazionale, di recente nomina, che invece di tenere una posizione di responsabile cucitura, come il ruolo nazionale chiederebbe, si spertica nel tenere una delle parti in commedia.

Si ritiene che a tutto questo vada detto basta, non è ciò che con il voto del 27 ottobre 2019 ci hanno chiesto i nostri pochi elettori. Non è ciò di cui una forza politica come il Partito Democratico Umbro deve farsi carico. Non c’è più potere da distribuire, c’è solo da ridare identità ed orgoglio ad una comunità di cittadini che credono che la politica sia la forma suprema di impegno civile. Di coloro i quali credono che solo con la politica si possa dare dignità ai tanti nostri concittadini che vivono nella precarietà. A cui  è stato sottratto il diritto al futuro.

Per queste ragioni Vi si impone di fare una seria riflessione per capire se avete effettivamente delle ragioni per cui continuare a far vivere le vostre candidature (singole o collettive) nel congresso regionale umbro del Partito Democratico o meno. Se avete intenzione di contribuire fattivamente al lavoro che sarà necessario per rimettere in carreggiata questa forza politica o meno. E di trarre le logiche conseguenze di questa Vostra riflessione.

Questa comunità non ha bisogno di chi continua a distinguersi per fornire argomenti ad una stampa già schierata, argomenti per alimentare una narrazione che vede il Partito Democratico quale forza litigiosa per ragioni di potere. Almeno questo lo dovete.

#pd #regione #segretario #segreteria

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