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Le Regioni stavolta riescono a farsi sentire e l’Umbria riflette sull’impatto della Marcia della pace sul balzo dei contagi

18 Ottobre 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Approfondimenti in corso anche sulla manifestazione per Acutis. E ora inizia il lungo cammino per sgonfiare l’effetto contagio tra ragazzi asintomatici che si traduce in malattia per anziani e soggetti deboli e criticità per il sistema sanitario

di Marco Brunacci

PERUGIA – Raccontare un po’ dell’incontro Regioni-Governo, prima del Dpcm notturno di Conte può essere utile per capire il clima e quel che succederà nei prossimi giorni.

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E allora: scuole superiori, università, movida, sport da contatto, centri commerciali. Su questo bisogna intervenire subito. Basta sceneggiate. Numeri, concretezze, evidenze. Le Regioni stavolta si sono fatte sentire. L’Umbria aveva questo dato che valeva per tutti, come riferito da Cityjournal: il 70% dei contagiati, praticamente tutti asintomatici ma pericolosi per i loro contatti, soprattutto tra gli anziani, sono ragazzi tra i 15 e i 30 anni. Lì bisogna intervenire per spezzare la catena del contagio.
Il Governo stavolta ha ascoltato, non senza l’eccezione della ministra Azzolina che probabilmente ha problemi di connessione con la realtà così com’è. Li ha avuti prima, durante e dopo il lockdown. Amen.
Non si tratta di far bella figura, si tratta di affrontare un’emergenza con il rigore necessario, né più né meno. Avendo in mente che bisogna a tutti i costi e finché possibile salvaguardare – hanno detto tutti i presidenti di Regione concordi – le ragioni dell’economia e quelle della socialità di base.
Sulle ragioni dell’economia ormai tutti capiscono che il leit motiv che ispira l’Occidente in questo momento (“quel che conta è la salute”) non può prescindere dal mantenere la struttura economica ben salda. Con una sanità non isterica. Perché si muore più di altre malattie che di Covid anche in questi giorni. Non solo: ma rinviando esami e prevenzione si pongono le basi per aumentare il numero delle vittime di malattie cardiovascolari e di tumori nel prossimo futuro.
La socialità di base invece potrebbe – come ha già fatto il governatore Fontana – a fare qualche sacrificio in più: per esempio interrompere i campionati minori di sport da contatto (calcio compreso) porterebbe benefici quasi immediati.
Sulla decisione del Governo (almeno in questo unanime) di far tornare a crescere in maniera esponenziale il ricorso allo smart working (il lavoro da casa) fino al 75% nessuno ha ovviamente obiettato perchè benefici ci saranno, anche se resta il “nodo” dei trasporti pubblici. Con meno persone a bordo saranno più sicure le carrozze della metro o i bus o i treni? Un po’ più sicuri sì, ma è praticamente impossibile garantire trasporti pubblici Covid free. Su questo bisognerebbe essere sinceri.

Su un altro punto hanno concordato Governo e Regione: la gradualità delle date di intervento. Cercare di evitare il minor impatto sociale possibile è necessario, anche se finché la narrazione del virus è quella del dilagare della peste nera in pieno medioevo nessuna reazione equilibrata potrà essere ottenuta. Nel mentre le persone (i più giovani) che dovrebbero aver più paura del Covid più gliele racconti grosse e meno ci credono e più continuano a contagiarsi e a creare guai agli anziani e alle persone deboli, e criticità al sistema sanitario.
Infine, invece, una notazione che può essere utile per capire il balzo di contagi dell’Umbria (legato anche per altro al gran numero di tamponi in proporzione agli abitanti, ed ormai è chiaro che se vuoi raddoppiare i contagiati – non i malati – basta raddoppiare i tamponi eseguiti): da quel che si capisce da una serie di relazioni interne alla struttura sanitaria umbra, ma anche da fonti romane, risulta che – una coincidenza? – il picco è il sequel di due manifestazioni che hanno portato in Umbria, da fuori regione, in aree limitate, per un paio di giorni almeno, prima 7mila e poi 24mila persone. Libere comunque di muoversi senza precauzioni all’interno della regione.
Mancano certezze, non ci sono riscontri precisi e approfondimenti sufficienti, ma certo questa coincidenza è molto, ma molta coincidente. E si sa che si sta cercando di fare un focus per chiarire meglio.
Intanto, per il futuro, basta manifestazioni, finché non sarà radicalmente cambiata la curva del contagio. E poi per qualche altro tempo ancora. Anche se gli intenti sono i migliori al mondo.

#coronavirus #umbria #covid19 #dpcm #polepolitik #marcobrunacci

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