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Covid, l’Umbria continua lo screening di massa con tanti tamponi e si prepara al mini lockdown. Giro di vite dallo sport a scuola e trasporti

15 Ottobre 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Tesei arma il lanciafiamme del buon senso. Sabato riunione del Comitato per varare ulteriori restrizioni. Si prova a velocizzare la messa a terra dei 108 milioni di aiuti alle imprese, finanziando anche il Restart

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’Umbria prepara l’emergenza, in questo assordante rullare di tamburi, che diffonde cupi presagi mica informazioni. La presidente Tesei non ha nascosto in borsetta il lanciafiamme di qualche suo fenomeno di collega, ma è pronta a una serie di iniziative di puro buon senso.

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E allora: col record dei tamponi arriva il record dei contagi. L’Umbria ha deciso di fare una sorta di screening sul genere Zaia-Veneto prima maniera e ha ottenuto il risultato ovvio. Di fronte a quasi 4 mila tamponi cresce proporzionalmente il numero dei contagiati. In larghissima parte asintomatici. Per avere il raddoppio dei contagi basta raddoppiare i tamponi. La questione è piuttosto come bloccare il contagio tra gli asintomatici di tutte le età, ma soprattutto i tanti giovani infettati, e le categorie più deboli, anziani in prima fila.
E poi – a seguire – la questione delicata è quella delle corsie di ospedale, delle terapie intensive, dei reparti Covid. Quindi per 3-4 mesi bisogna correre ai ripari.
L’ultimo Dpcm del Governo andrà ricordato come un capolavoro del dire poco, vietare quasi niente ma lasciar intendere che, in forza dell’aureo principio “quel che conta è la salute”, su può rinunciare a tutto, iniziando dai più elementari diritti costituzionali.
L’Umbria sabato mattina raduna il Comitato operativo. Ci sarà una stretta nei giochi di contatto e il calcio dei campionati minori non sarà risparmiato.
Il Comitato preparerà una memoria, un documentino, una bolla pontificia, insomma qualunque cosa di scritto che faccia riflettere il Governo su un dato inequivocabile: mentre ci sono fior di commentatori che si stracciano le vesti sui numeri presi dal verso sbagliato e sull’Rt (il più demenziale degli indici), nessuno vuol vedere ad occhio nudo che il balzo dei contagi non si è avuto con la riapertura dei luoghi di lavoro (che sono controllatissimi), o sul commercio o gli alberghi e nemmeno sulla movida regolamentata – semmai occhio a quella selvaggia che si fa fuori dai locali – ma dalla riapertura delle scuole.
Se non si vuol correre rischi per i prossimi 3-4 mesi (arriverà prima o poi un vaccino, una cura, un qualche accidenti di risposta al virus) il grafico con l’impennata di contagi da quando è suonata la prima campanella va letto e si deve agire di conseguenza. Figurarsi il bisogno che c’è della lezioncina a tempo scaduto di un ministro all’Istruzione.

La questione è già stata posta dai presidenti di Regione tutti insieme. L’Umbria la riproporrà con documenti ufficiali. Le cose stanno così: i trasporti pubblici sono la nota dolente perché non sono adeguati (e in realtà non potranno mai esserlo) a reggere l’impatto delle ora di punta degli studenti. Parliamo di scuole medie superiori. Possibile che 3-4 mesi di didattica a distanza siano la fine del mondo?
Comunque la soluzione è una e una soltanto. Andrà presa. L’assessore Coletto lascia intendere che anche dividere in due turni le lezioni delle scuole superiori può essere una via di uscita. I bus sarebbero meno traboccanti di studenti.
L’Umbria presenta poi oggi anche un piano per dividere 108 milioni di finanziamenti, pensando che ci saranno nuove restrizioni. Verrà rifinanziato infatti il piano restart che ha lasciato molte piccole imprese all’asciutto. Ora la platea potrà essere ulteriormente allargata. Un aiuto per superare altri momenti difficili (sempre che siano solo 3-4 mesi e la scienza batta un colpo, dopo la mostruosa debacle alla quale abbiamo assistito inermi in questi tempi di Covid, virus tuttora sconosciuto, ma con tanti geni del giorno dopo a fare esibizioni con piroette sui palcoscenici dei media). Il grosso andrà comunque alle imprese che presenteranno progetti per ricerca e innovazione. Una piccola quota anche per promuovere l’occupazione femminile. E qualcosa a che intraprende la strada del digitale.
E’ come presentarsi con la fionda davanti a un carro armato? Forse. Ma meglio che dare l’impressione di darsela a gambe. O di essere del tutto impotenti e lasciati di sale dall’avanzata (per tanti versi ovvia di fronte all’aumento esponenziale dei tamponi) del virus. O – peggio – di essere in balia degli isterismi di venditori di fumo (qualcuno conosce lo sceriffo Pistola Scarica-De Luca, che due mesi fa dava la colpa del Covid alle vacanze in Sardegna dei suoi concittadini due mesi fa?).
Gli inasprimenti delle restrizioni saranno inevitabili. Dai prossimi giorni.. Basta cogliere il bersaglio e non sparare provvedimenti qua e là a casaccio. Per i prossimi 3-4 mesi. Contando che buon senso dell’Umbria e della Tesei siano sufficienti ad arginare la piena in corso.

#umbria #covid19 #coronavirus #marcobrunacci #polepolitik

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