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Aumentato del 533% da inizio ottobre il ricorso a posti letto per l’emergenza Covid. Dopo Spoleto, in allerta Orvieto e poi Branca

26 Ottobre 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La surreale giostra medioevale per non permettere che l’ospedale spoletino entri nella rete di emergenza. Tesei, sgomenta, deve assicurare: «Tutto tornerà come prima». E oggi prova a spiegarlo al sindaco

di Marco Brunacci

PERUGIA – Lotta al Covid. Il direttore generale della sanità, Dario, è stato chiarissimo. Il dato è: 533% in più di posti letto che sono stati, complessivamente, necessari finora per essere usati nella lotta al Covid da inizio ottobre.

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Non sarà soltanto Spoleto a essere inserito nella macchina dell’emergenza ma anche altri. A breve, forse brevissimo, dice ancora Dario. Quindi la questione della risposta al Covid sta interessando già da ora Orvieto e ragionevolmente presto toccherà anche a Branca. In questa fase, di livello acuto della crisi, tutti sono solidali però con i posti letto altrui. E per l’ospedale di Spoleto, scelto inevitabilmente come ospedale Covid, è iniziata una sorta di giostra medioevale (forse nel pomeriggio l’incontro Tesei-sindaco De Augustiniis raffredderà gli animi). Ed è stata Donatella Tesei in persona – con tutto quello che deve fare in questo difficilissimo momento – a dover spiegare che per Spoleto l’Umbria sta applicando una normativa nazionale, quindi si impegna contestualmente (“col sangue”) a far tornare l’ospedale di Spoleto esattamente come prima, anzi potenziato in alcuni settori. Non solo: ma verrà mantenuto, con percorso a parte, in sicurezza, un suo pronto soccorso per interventi non Covid. La presidente, a mezza voce, ha dovuto anche aggiungere che l’ospedale di Foligno comunque è a meno di 15 minuti di distanza dall’ospedale di Spoleto. Cosa bisogna concludere? Che siamo rimasti al Granducato di Spoleto, che per ragioni di nobiltà deve essere autosufficiente altrimenti si sente sminuito?

La verità vera è che, nel mentre sta succedendo di tutto e di più e ci sono problemi enormi, è stato necessario convocare i comunicatori per assicurare, se mai il virus mollerà – come speriamo ma nessuno sa quando -, che capisala e primari avranno ancora il loro posto a Spoleto e non a Foligno. E che anche il bar continuerà a funzionare. E così sia. In questa regione e in questo Paese di campanili, se non si ha a breve un ritorno di fiamma di responsabilità delle persone serie, si finisce davvero a ramengo e non si torna più.

#coronavirus #umbria #covid19 #regione #marcobrunacci #polepolitik

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