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Sanità privata in sciopero: anche a Perugia in piazza per #contrattosubito

16 Settembre 2020

Centomila in tutta Italia, almeno un migliaio in Umbria: braccia incrociate per un giorno

PERUGIA – Un contratto scaduto da 14 anni e ancora in attesa di rinnovo dopo 3 anni di trattative e un clamoroso voltafaccia da parte delle associazioni datoriali. Sono tante le ragioni che oggi, 16 settembre, hanno portato i lavoratori della sanità privata (circa 100mila in Italia, almeno un migliaio in Umbria) ad incrociare le braccia per uno sciopero nazionale con presidi in molte città tra cui Perugia, dove una rappresentanza di lavoratori e sindacati – nel rispetto delle normative Covid – ha dato vita ad un presidio sotto la Regione.

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«Abbiamo notizia di un’adesione molto significativa allo sciopero in Umbria – hanno detto i sindacati Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, promotori della protesta – con punte del 100% in realtà importanti come la Prosperius Tiberina. È chiaro che l’atteggiamento dei padroni della sanità privata, che durante l’emergenza Covid hanno ricevuto ingenti aiuti pubblici, non sempre contribuendo appieno nella lotta contro la pandemia, è del tutto inaccettabile».

«In particolare – hanno specificato i rappresentanti dei lavoratori – è da condannare fermamente la posizione di Aiop Umbria (associazione datoriale regionale) che è tra i principali sostenitori della linea contraria ai lavoratori e al loro sacrosanto diritto al rinnovo di contratto. Per questo abbiamo chiesto alla Regione Umbria di farsi parte attiva per arrivare alla sottoscrizione del contratto. Purtroppo ad oggi le risposte non sono positive».

#sanità #privata #sindacati #piazza #sciopero #contratto

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