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La polizia prende 12 spacciatori: rifornivano di droga il centro

16 Settembre 2020

L’operazione della squadra mobile di Perugia: in tutto 18 persone denunciate, con oltre 16 chili di stupefacenti sequestrati. Gli indagati in Italia come richiedenti protezione internazionale

PERUGIA – Diciotto denunce, di cui dodici prevedono misure cautelari, per un vasto spaccio di droga in città.

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È il risultato di un’indagine della polizia, con la squadra mobile della questura di Perugia che ha dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pm titolare delle indagini, relativa all’applicazione di misure cautelari personali a carico di 12 persone ritenute gravemente indiziate di un traffico di hashish e marijuana, radicato a Perugia, a partire dal secondo semestre del 2019.

Il provvedimento arriva alla fine di un’articolata attività investigativa della sezione Antidroga della Mobile che ha accertato l’operatività, a Perugia, di un gruppo criminale, composto in gran parte da giovani stranieri africani, originari della regione sub-sahariana e soggiornanti sul territorio nazionale come richiedenti protezione internazionale, dediti allo spaccio in città (e in particolare nel centro storico) di sostanze stupefacenti, acquistate nella Capitale e qui trasportate dagli stessi stranieri – o talora da giovani corrieri – confusi tra i passeggeri dei mezzi di linea per Perugia. Tra tali corrieri, ricompensati con soldi o dosi di droga in cambio di pericolosi trasporti da oltre regione, sono stati accertati rientrare anche giovani italiani, di cui uno minorenne. Un primo troncone dell’indagine, come spiega la questura, è stata avviata nel secondo semestre del 2019, attraverso lo svolgimento di reiterati e mirati servizi di polizia giudiziaria finalizzati al capillare monitoraggio degli spostamenti dei soggetti sospettati, nonché al puntuale presidio e controllo delle direttrici di possibile provenienza della droga destinata al mercato della provincia perugina: i passeggeri di autobus e convogli ferroviari, soprattutto notturni, hanno costituito così oggetto di riservati e selettivi controlli svolti dagli investigatori della questura di Perugia, nelle cui maglie sono finiti 9 corrieri, arrestati in flagranza perché sorpresi a trasportare quantitativi variabili di droga (quasi sempre acquistata a Roma e nascosta in voluminosi borsoni da viaggio, riposti lontano dalla persona e controllati a distanza), complessivamente eccedente i 16 chili.

Parallelamente, gli approfondimenti investigativi permettevano di inquadrare i rifornimenti e trasporti di droga imputabili a quei corrieri nell’ambito delle attività di una rete di criminali di origini africane, stanziali nel capoluogo umbro come richiedenti asilo politico e stabilmente dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti nella città di Perugia (non di rado nel suo centro storico), sia in favore di consumatori italiani sia verso altri spacciatori collocati a livelli inferiori. Il gruppo si è rivelato solidamente inserito nel mercato della droga, idoneo a soddisfare la domanda di centinaia di clienti attraverso il continuo reperimento e trasporto di sostanze stupefacenti tramite canali differenziati di approvvigionamento, la disponibilità di adeguate risorse economiche e logistiche (come immobili locati nel centro storico per alloggiare i sodali dediti allo spaccio di piazza o all’occultamento della droga) ed il ricorso a plurimi soggetti per i diversificati compiti materiali di trasporto, detenzione e materiale spaccio su piazza.

Nel sodalizio erano isolabili peraltro compiti differenti in capo ai vari soggetti, taluni dei quali rivestivano evidenti ruoli sovraordinati di organizzazione logistica e direzione operativa dei compiti altrui. Ciò peraltro, in un singolare ed inedito contesto direttivo in cui gli accorgimenti manageriali si confondevano continuamente con aspetti di misticismo e superstizione: spesso sono stati rintracciati amuleti apposti sulle confezioni di droga sequestrata e, talora, è stato rilevato l’affidamento degli indagati a cerimonie propiziatorie in patria, sovvenzionate con i proventi delle attività delittuose poste in essere in Italia. All’esito di tali approfondimenti investigativi, la squadra mobile diretta da Carmelo Alba ha denunciato 18 soggetti, ritenuti responsabili della commissione dei delitti di detenzione e cessione di droga, nel territorio della provincia di Perugia.

Per dodici di loro, il gip ha ora ravvisato la ricorrenza di gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari postulanti l’emissione delle misure restrittive eseguite. Esse hanno riguardato, più in dettaglio, un uomo del Mali, dimorante a Roma, destinatario di custodia cautelare in carcere, ritenuto il soggetto presso cui gli indagati si rifornivano della droga destinata al mercato perugino, nonché autore di molte decine di cessioni a terzi. Due cittadini africani, destinatari di obbligo di dimora congiuntamente alla sottoposizione all’obbligo di firma presso gli uffici di polizia: di essi il gip sottolinea la «particolare pericolosità», trattandosi dei soggetti che intrattenevano rapporti personali con i fornitori e rivestivano ruoli direttivi nel gruppo. Più nove indagati destinatari di obbligo di dimora, siccome ritenuti direttamente coinvolti nelle attività di reperimento, trasporto, detenzione e vendita della droga sul mercato perugino.

#perugia #polizia #droga

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