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Al via la corsa all’ospedale mobile, 54 milioni in palio. E l’Umbria è partita in anticipo su tutti

10 Settembre 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Dopo ironie e attacchi sulla struttura da campo umbra, il Governo realizzerà 4 progetti per le Terapie intensive da smontare. E si scopre che l’Umbria è tra le Regioni più parsimoniose nella lotta al virus (6.278 euro a contagiato) contro i 76.308 della Campania

di Marco Brunacci

PERUGIA – Erano rimasti in pochi (City journal tra questi) a pensare che l’ospedale da campo, progettato dalla Regione Umbria e finanziato da Banca d’Italia per 3 milioni di euro, con tempi e modalità di realizzazione adesso meno stringenti visto l’allentamento della pressione del Covid sulle terapie intensive, avesse una mission nella nuova sanità.

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Il sistema dell’assistenza del futuro ha ormai l’obbligo di confrontarsi con nemici oscuri, infidi e sconosciuti alla scienza (che continua a dare prove di brancolare nel buio a mesi di distanza dall’insorgere del virus). Tutti si augurano che il Covid sia prossimo a defungere, alla faccia di tutti i menagrami interessati e di coloro che si sono costruiti un potere su questo orrido piedistallo, ma il “Piano sanitario di emergenza” che c’era, non c’era o forse sì ma non si conosceva, va adesso fatto con criterio e deve essere prevista anche la risposta alla pandemia.
E così ecco qua le novità di queste ore: mister Arcuri di Invitalia, l’ineffabile cacciatore di mascherine e Dpi vari ai tempi dell’emergenza, oggi protagonista della pesca dei banchi per le scuole, che a tutt’oggi non si sa se arrivano, quando arrivano e cosa arriva, è tenuto ad indire una gara per 4 Terapie intensive mobili, da poter utilizzare spostandole secondo le esigenze, avendo a disposizione 54 milioni da spendere. Volendo, l’Umbria, avendo compiuto a suo tempo una scelta d’avanguardia, potrebbe partire subito e competere, potendo contare già su studi e progetto.
Ma l’Umbria – per disposizione del ministero della salute, nella persona del ministro Speranza – ha anche un 1,5 milioni in più per realizzare la sua struttura mobile, perchè nelle disposizioni anti-Covid l’Italia – su consueto suggerimento dell’Oms – ha scelto di chiedere ad ogni Regione di dotarsi dell’ospedale da campo.
Conclusione: l’ospedale mobile è il futuro della sanità, alla faccia delle tante ironie, degli arricciamenti di naso dei presunti esperti, dei ma e dei se, ma soprattutto delle campagna lancia in resta delle opposizioni nostrane (ma anche a livello nazionale). Che non ha perso l’occasione per inanellare un’altra brutta figura.
Chi – come City journal – mantiene una elevatissima considerazione del ruolo dell’opposizione nel corretto confronto democratico, continua a insistere che l’opposizione umbra deve urgentemente passare dalle grida grillanti a un serio incalzare sui progetti, dai bombardamenti delle zanzare, dai siparietti ad effetto, dai fumogeni propagandistici, dal cabaret sinistrese alle puntuali richieste sui tempi e i modi di realizzazione, al lavoro informato e meticoloso sui vari dossier.
Nel mentre parte quindi in Italia la corsa all’ospedale mobile, con l’Umbria che si gode il primato dell’idea, ecco che va sottolineato il motivo dell’altra brutta figura fatta dall’opposizione, quando è fatta senza approfondimenti e necessarie verifiche.
Esce oggi la classifica ufficiale delle Regioni che più hanno speso per la battaglia al Covid rispetto al numero dei contagiati: l’Umbria è tra le più parsimoniose, la quinta in Italia. Ma dietro c’è il dato della Lombardia che ha avuto un così gran numero di contagiati da abbassare la media. La spesa dell’Umbria per contagiato è di 6.287 euro. Contro – tanto per chiarire il rapporto – i 76.308 euro a contagiato della Campania di De Luca, regina della spesa, e i 40.280 delle vicina Toscana (che entrambe le Regioni vadano al voto il 20 settembre è evidentemente un caso). Quindi l’Umbria ha combattuto il Covid ottenendo i successi possibili (niente miracoli, ovvio), con una spesa limitata.
Ps. Ultima nota sulle informazioni di oggi: Tesei, come presidente rappresentante al tavolo del Recovery fund di tutte le Regioni italiane, aveva obiettato, insieme al pd Bonaccini, che il Governo si era dimenticato di inserire le imprese nella distribuzione dei (cospicui) fondi europei per il rilancio dell’economia post Covid. Ed ecco la novità: il Governo ha aggiunto, su proposta del ministro Gualtieri, una settima linea guida che riguarda soltanto le imprese. A City journal l’esclusione di fatto delle imprese dalle linee guida era sembrata una decisione da denunciare. Non era evidentemente una posizione preconcetta.

#sanità #ospedale #regione #marcobrunacci #polepolitik

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